28 Febbraio 2021, domenica
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I gorilla sono a rischio a causa del Covid-19?

Vulnerabili, come gli umani, alle malattie dei polmoni. E, forse, anche al coronavirus. Parliamo dei gorilla di montagna, animali  sensibili ai patogeni respiratori umani e da malattie respiratorie, è fortissimo il pericolo che la pandemia di Covid 19 in corso in tutto il mondo si trasformi in una nuova causa di mortalità.

Per questo le città Ruanda, Congo e Uganda, che ospitano ben 1004 esemplari di gorilla di montagna, stanno correndo ai ripari bloccando il turismo per impedire che i portatori di virus si avvicinino e metterli a rischio.

In primis il Virunga National Park in Congo, il leggendario parco ha già preparato il comunicato: ‘’non saranno accettate nuove prenotazioni per escursioni turistiche come misura precauzionale, in linea con la raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità di limitare i movimenti e i contatti sociali. Il Virunga, in particolare, chiude seguendo le indicazioni di esperti scienziati che indicano che i primati, compresi i gorilla di montagna, sono probabilmente sensibili alle complicazioni derivanti dal virus Covid-19’’

In Uganda la situazione è un po’ diversa in quando già il turismo si è fermato, ma nonostante ciò il direttore ha annunciato la sospensione dell’attività fino al 30 aprile.

Gabon, chiusi parchi nazionali per proteggere gorilla e scimpanzé ...

Mentre il Ruanda è in procinto di chiudere i suoi tre parchi nazionali ai visitatori.

Tara Stoinski, presidente e direttore scientifico del Dian Fossey Gorilla Fund International che studia e protegge i gorilla di montagna ha voluto spiegare: ‘’Ad oggi non sappiamo se i gorilla sono sensibili al Covid-19. Ma, poiché queste scimmie condividono una percentuale elevata del nostro DNA e sono sensibili ad altri virus respiratori umani, l’approccio più appropriato è quello di supporre che sarebbero colpiti da Covid-19 e mettere in atto le necessarie misure di contrasto’’.

Dunque, in questi giorni sono salite le misure di sicurezza e il monitoraggio sulle condizioni di salute degli animali. Le squadre di ranger del Fossey Fund da sempre ogni giorno si muovono tra la fitta vegetazione dei parchi alla ricerca delle tracce lasciate dai gorilla. Da qualche settimana partono dai campi base solo dopo aver misurato la temperatura e proteggendosi con mascherine e guanti. Vengono inoltre ulteriormente diminuiti i tempi di contatto, limitandosi a quanto necessario per il monitoraggio della salute dei primati e rimanendo il più possibile a circa 100 metri di distanza per proteggerli dalle infezioni.

Il presidente ribadisce: ‘’Le nostre normali attività di ricerca sono state sospese per ridurre al massimo il tempo trascorso in prossimità dei gorilla. Prima di iniziare le attività tutto il personale sul campo partecipa ai controlli sanitari giornalieri e qualsiasi persona che presenti sintomi o febbre viene automaticamente invitato all’auto-quarantena e a richiedere assistenza medica’’

Nel frattempo la responsabile Conservazione del WWF Italia Isabella Pratesi ha precisato: ‘’Che i gorilla prendano da noi alcune malattie è risaputo da tempo. Per questo è necessaria la massima attenzione. Queste popolazioni sono già decimate numericamente, un’epidemia potrebbe portare all’estinzione di una delle specie più straordinarie del pianeta’’.

Fonte: www.vanityfair.it

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