Salvini e Orban stringono un patto per l’alleanza tra Ppe e sovranisti

Il patto lo hanno siglato da tempo. Ma la stretta di mano, ieri, tra Matteo Salvini e Viktor Orban a Budapest sancisce l’obiettivo di entrambi: imporre al Ppe l’alleanza con la destra sovranista guidata dal leader della Lega. «Faccio parte di uno schieramento forte come non lo è mai stato, non di destra ma alternativo ai burocrati e spero che si possa dialogare con i conservatori per lasciare fuori la sinistra, che vuole il male dell’Europa», ha detto il ministro dell’Interno italiano. Accanto a lui il premier ungherese ha confermato: «Il Ppe deve restare aperto alla collaborazione con le destre, come quelle di Salvini. Io sono convinto che l’Ue ha bisogno di un’alleanza di partiti contro le migrazioni», ha detto Orban minacciando di fatto l’uscita dal gruppo dei Popolari qualora si confermasse l’alleanza con i socialisti: «Sul nostro destino decideremo noi stessi. Se il Ppe si lega alla sinistra europea in quella collaborazione sarà difficile trovare il nostro posto, sia ora sia dopo le elezionifaremo le nostre scelte».

Difficile se non impossibile che il Ppe, dove è forte anche il dissenso nei confronti del partito di Orban che è stato sospeso dal gruppo proprio per le sue politiche illiberali, possa sedersi allo stesso tavolo per decidere del governo dell’Europa con forze come Afd o il Rassemblement National. Ma Salvini punta ad allargare il fronte e guarda ai Conservatori e riformisti, guidati dal leader del Pis, il polaccoJaroslaw Kaczynski e dove a rappresentare l’Italia è Giorgia Meloni.

In ogni caso per adesso il vicepremier leghista non vuole portarsi troppo avanti rispetto alle prospettive future scendendo nel dettaglio e preferisce limitarsi ad enfatizzare l’intesa con il premier ungherese che ha come principale trait d’union la lotta all’immigrazione. «La nuova Europa difenderà le sue frontiere, il problema non è la redistribuzione dei migranti ma impedirne l’arrivo», sostengono entrambi. Con Salvini che plaude al “muro” eretto da Orban al confine con la Serbia su alte reti metalliche anche elettrificate. «In Italia, in Ungheria e in Europa si entra solo con il permesso – dice Salvini – vogliamo un’Europa diversa, che difenda la sicurezza, rilanci il lavoro, la famiglia e l’identità cristiana del nostro continente». Un’Europa, anche, pronta a rivedere «gli accordi commerciali e finanziari con i paesi extraeuropei che non agevolano i rimpatri» e disposta a realizzare dei centri di «identificazione e transito» fuori dai confini.

fonte Il Sole 24 ore

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