8 Maggio 2021, sabato
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Il documentario su Micheal Jackson continua a far parlare di se: “Leaving Neverland” sarà trasmesso nel Regno Unito

Bandito da diverse stazioni radiofoniche in Nuova Zelanda e Canada, Michael Jackson è stato rimosso anche dal Manchester National Football Museum, che dal 2009 ospitava una sua statua. La messa in onda del controverso documentario “Leaving Neverland”, costruito intorno alle testimonianze di due presunte vittime di abusi sessuali del re del pop, continua ad avere serie ripercussioni. Intanto però alla folta schiera dei colpevolisti si affianca una sostenuta fazione di innocentisti, che oltre a manifestare con cartelli appesi al collo che dicono “Jackson is innocent” sostengono la dubbia attendibilità della pellicola.Immagine correlata

Il film (dalla durata di 4 ore, ndr), diretto da Dan Reed e presentato in anteprima all’ultima edizione del Sundance Festival, è andato in onda sulla statunitense HBO gli scorsi 3 e 4 marzo e in questi giorni anche nel Regno Unito su Channel 4.  Tanti i dubbi e le perplessità intorno al documentario. Perché ad esempio intervistare solo due testimoni e i loro stretti familiari, senza offrire una pluralità di voci e un approfondimento indispensabili per sostenere una vera e propria accusa? E non è tutto. Dopo l’anteprima al Sundance Festival Jermaine Jacksonaveva fatto una illuminante dichiarazione in difesa del padre: “Ciò che la gente non sa è che Wade Robson (uno dei due testimoni/vittime di abusi del documentario, l’altro è James Safechuck ndr) ha cambiato la sua versione dei fatti, quella che aveva raccontato sia prima che dopo la morte di Michael…”.

Pare infatti che dopo essere stato escluso da uno spettacolo dedicato a Jackson, il coreografo abbia citato a giudizio l’Estate (che produceva lo spettacolo, ndr) per 1,5 miliardi di dollari senza successo. Da qui, secondo i familiari del cantante, l’idea di un documentario “per vendetta”. Wade e Safechick inoltre, avevano in precedenza testimoniato sotto giuramento che la popstar non aveva mai abusato di loro. Nessuna prova concreta è stata poi portata a sostegno dell’accusa su cui si basa tutto il documentario.
L’intera famiglia della popstar lo difende a spada tratta e prepara una contro-programmazione al documentario lanciando una campagna di annunci pubblicitari, interviste e cause legali nel tentativo di salvare la reputazione di Jackson.(fonte TGCOM24)

a cura di Rosa Catapano

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