28 Maggio 2024, martedì
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guerra nei cieli del Kashmir: il Pakistan abbatte un aereo militare indiano

È la mattina di mercoledì. Uno stormo di caccia da combattimento F-16 decolla da una base del Pakistan. La missione è precisa: bombardare le postazioni militari oltre Linea di Controllo nella parte del Kashmir sotto controllo indiano, in questa regione contesa tra le due potenze nucleari. Motivazione: vendicare il bombardamento indiano di martedì. Il piano è colpire bersagli militari a Nowshera e Poonch, tra Islamabad e Srinagar, senza penetrare oltre il confine indiano.

Vedendo gli F-16 pachistani avvicinarsi, intervengono subito i Mig-21 indiani, ingaggiando una battaglia aerea per bloccare i bombardamenti. Nello scontro, gli F-16 colpiscono il Mig del tenente colonnello Abhinandan Varthaman, pilota che vive a Chennai e il cui padre è un generale dell’aviazione con più di 4.000 ore di volo.

Ecco il tenente colonnello nella sua uniforme verde oliva, con tanto di piano di sopravvivenza legato al polpaccio, che viene catturato da un drappello inferocito di contadini del Kashmir pachistano. È disteso sul greto di un torrente. Due indemoniati gli tirano le braccia per permettere agli altri di poterlo colpire più facilmente. Uno gli dà un calcio in testa, gli altri due lo prendono a pugni in faccia, mentre tenta di urlare qualcosa. Forse si dichiara prigioniero di guerra, seguendo il protocollo della Convenzione di Ginevra. Quelli continuano a menare. Un soldato pachistano cerca di salvarlo. Grida: «Lasciatelo!», spara in aria, strattona i civili furiosi, ma non ce la fa, finché arrivano i rinforzi. Fine prima puntata.Risultati immagini per kashmir guerra pakistan

Ecco di nuovo il tenente colonnello. Lo riconosciamo dai baffoni neri in stile imperatore Francesco Giuseppe: mento rasato, ma basette che si uniscono ai baffi. È bendato con uno straccio, ha le guance gonfissime e perde sangue. Viene trascinato in una caserma. «Sono il tenente colonnello dell’aviazione indiana Abhinandan Varthaman», dichiara. Escono immagini di relitti fumanti del suo jet.

Nel Kashmir c’è il panico. Centinaia i civili in fuga dalle case. I volontari rimasti dipingono grandi croci rosse sui tetti degli ospedali per proteggerli da possibili bombardamenti. Nelle biglietterie, folle di passeggeri cercano aerei o treni per andarsene. In Pakistan, intanto, dozzine di carri armati si schierano al confine in pieno giorno, uno sfoggio di forza.

Ieri il premier pachistano, Imran Khan, ha chiesto colloqui con l’India: «Ancora una volta invito l’India a venire al tavolo dei negoziati», ha detto in un intervento televisivo Khan, che già in passato ha invitato Nuova Delhi a dialogare. «Il buon senso deve prevalere», ha aggiunto, prima di alludere all’arsenale nucleare di cui entrambe le nazioni sono in possesso: «Se l’escalation inizia da qui, dove arriveremo?».

fonte il secoloxix.it

a cura di Carmine Cilvini

 

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