13 Aprile 2021, martedì
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Reddito di cittadinanza e quota 100,le perplessità di Boeri

Il reddito di cittadinanza “fissa un livello di prestazione molto elevato per un singolo e questo spiazza i redditi da lavoro”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, spiegando che gli effetti di scoraggiamento al lavoro sono “rilevanti”.

Nel corso di un’audizione alla Commissione Lavoro del Senato Boeri ha affermato che quasi il 45% dei dipendenti privati del Sud ha “redditi da lavoro netti inferiori a quelli garantiti dal Rdc a un individuo che dichiari di avere un reddito uguale a zero”. Secondo l’Inps il 30% dei percettori del reddito di cittadinanza riceverà un trasferimento uguale o superiore a 9.360 euro netti mentre il valore mediano sarà di 6.000 euro.

La platea del reddito di cittadinanza, secondo le stime dell’Inps, sarà di 1,2 milioni di nuclei familiari per 2,4 milioni di persone. “Il 50% dei beneficiari del reddito di cittadinanza sono nuclei senza redditi o comunque senza redditi da lavoro, nuclei tra i quali si celano anche gli evasori e i sommersi totali”, ha detto ancora il presidente uscente dell’Inps, parlando in audizione in Commissione Lavoro al Senato. “Da notare anche la relativamente bassa quota di risorse destinata a nuclei di pensionati”, ha aggiunto.Visualizza immagine di origine

“Oltre a essere penalizzante per le famiglie numerose il reddito di cittadinanza – ha proseguito Boeri -, in virtù dei requisiti stringenti di residenza che impone, può escludere una fetta importante di poveri dal trattamento. Tra gli esclusi i senza fissa dimora, che spesso si spostano da un comune all’altro senza avere un determinato punto di riferimento”.

Boeri si è poi concentrato su quota 100: “Il grosso del costo graverà sulle generazioni future. Se la misura resterà sperimentale per tre anni (e fino al 2026 per la pensione anticipata) aumenterà il debito implicito di 38 miliardi. Se queste misure diventassero strutturali l’aumento del debito implicito lieviterebbe a oltre 90 miliardi”.

Quota 100 è un trattamento “privilegiato” che sarà concesso a 650mila persone in tre anni. Le stime arrivano dal presidente dell’Inps che ha sottolineato come con quattro anni di anticipo “l’importo della pensione si riduce di più del 20%”. Questa riduzione è portata sia della correzione attuariale vigente sulla quota contributiva che del lucro cessante associato al minor versamento contributivo data l’interruzione della carriera (c’e’ il divieto di cumulo con l’attivita’ lavorativa). A fronte di questa riduzione di importo della pensione chi dovesse uscire con 62 anni e 38 di contributi percepisce però la pensione per un numero maggiore di anni. Questo porterà a un aumento della ricchezza pensionistica (calcolando l’importo che si riceve per il numero degli anni di speranza di vita residua) nell’ordine di 12.000 euro in valore attuale per un soggetto che anticipa quattro anni rispetto alla vecchiaia e di 20.000 euro rispetto all’anticipata.

fonte: tgcom24.mediaset.it

a cura di Carmine Cilvini

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