25 Febbraio 2021, giovedì
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Dazi contro Pechino, Trump minaccia altri 100 mld e WS si prepara ad andare ko

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sferra un altro attacco alla Cina, minacciando la possibilità di imporre dazi aggiuntivi su merci cinesi pari a 100 miliardi di dollari e i future su Wall Street vanno giù (Borse europee in moderato calo). Il rischio è di tornare a infuocare le tensioni fra Washington e Pechino gia’ innescate nei giorni scorsi con l’annuncio di tariffe pari a 50 miliardi di dollari. La mossa infatti triplicherebbe la quantità di merci cinesi che saranno colpite da tariffe del 25% quando entreranno negli Stati Uniti.

Donald trump cina apeMembri dell’amministrazione Trump nei giorni scorsi erano invece intervenuti stemperando il clima e, enfatizzando la possibilità di negoziati, avevano ridimensionato la prospettiva di una guerra commerciale. “Alla luce delle ingiuste rappresaglie della Cina, ho dato mandato ai rappresentanti Usa per il Commercio di valutare se 100 miliardi di ulteriori dazi siano appropriati“, ha affermato il presidente in una nota diffusa dalla Casa Bianca.Trump ha tuttavia proseguito lasciando a sua volta aperta la porta per negoziati: “Gli Stati Uniti sono comunque pronti a discussioni per continuare a sostenere il nostro impegno nel perseguire un commercio libero, giusto e reciproco e proteggere la tecnologia e la proprietà intellettuale delle aziende americane e degli americani”, si legge ancora nella dichiarazione del presidente Trump.

“Le barriere commerciali devono essere abbattute per incoraggiare la crescita economica in America e nel mondo”, che conclude: “Non consentirò mai che pratiche di commercio ingiuste minino gli interessi americani”. Nei giorni scorsi l’amministrazione Trump ha proposto dazi del 25% sulle importazioni di merci cinesi per un valore di 50 miliardi di dollari. L’Ufficio per il commercio americano ha pubblicato un elenco di 1.300 prodotti cinesi oggetto della misura, inclusi robot industriali e attrezzature per le telecomunicazioni.

Sfoderando ancora una volta la Section 301 della legislazione commerciale americana che autorizza “ogni azione, comprese rappresaglie” per rimuovere atti di governi stranieri che danneggino il Paese, l’aumento dei dazi è stato proposto per compensare la presunta violazione della proprietà intellettuale americana da parte di Pechino e può entrare in vigore dopo un periodo di valutazione pubblica il cui limite è fissato al prossimo 11 maggio.L’annuncio era stato seguito da una immediata e dura risposta di Pechino: “Prepareremo misure uguali e di medesima entita’ per i prodotti americani”. In tutto, 106 prodotti agricoli quali la soia e industriali quali gli aerei Boeing. “La Cina lotterà a ogni costo e prenderà contromisure ad ampio raggio se gli Usa continueranno ad adottare pratiche unilaterali all’insegna del protezionismo. Sull’interscambio sino-americano, abbiamo definito una posizione molto chiara: non vogliamo una guerra commerciale, ma non ne abbiamo paura”, è stata la replica odierna del Ministero del Commercio della seconda economia mondiale.

a cura di Giuseppe Catapano

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