13 Aprile 2021, martedì
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La penna italiana nell’agenda del futuro sostenibile

L’Italia partecipa attivamente al processo di revisione dell’agenda Onu di sviluppo post-2015 e alla definizione dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable development goals, Sdgs) emersi dalla Conferenza di Rio+20.

Già nel 2000, l’Onu si è impegnato di raggiungere entro il 2015 gli Obiettivi di sviluppo del millennio, Mdgs. Questi si sono dimostrati uno strumento efficace per indirizzare strategie internazionali e politiche nazionali di lotta alla povertà verso chiari obiettivi e traguardi specifici. Tuttavia, essi non affrontano le cause strutturali della povertà e presentano alcune debolezze riguardo alla sostenibilità nelle sue diverse dimensioni.

Obiettivi di sviluppo sostenibile 
Gli Sdgs dovranno quindi essere universalmente applicabili, sia pur tenendo conto delle diverse realtà, sintetici e facili da comunicare, limitati nel numero e tali da integrare in maniera bilanciata le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (economica, sociale e ambientale).

Il vero e proprio negoziato intergovernativo dovrebbe iniziare all’inizio 2015 – sulla base anche di un secondo rapporto del Segretario generale delle Nazioni unite – per poi concludersi in un Vertice di capi di stato e di governo convocato dall’Onu, a settembre 2015, che dovrebbe adottare la futura Agenda per lo sviluppo. Sempre nel 2015 verrà convocata una conferenza sul finanziamento del nuovo quadro di sviluppo.

Sia la presidenza italiana del Consiglio dell’Ue sia l’Expo di Milano si svolgeranno quindi in una fase cruciale del processo negoziale a New York e che si è già rivelato particolarmente complesso, con riguardo sia a temi sensibili, come ad esempio diritti umani, stato di diritto, good governance, pace e sicurezza, sia al più ampio tema dei mezzi di attuazione e del finanziamento dello sviluppo.

Al fine di stimolare un dialogo inclusivo e una riflessione con governance partecipata, l’Italia ha costituito un gruppo tematico sull’agenda post 2015 nell’ambito del Tavolo inter-istituzionale per la cooperazione allo sviluppo. Ciò consente al nostro paese di partecipare a questo importante momento di riforma attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori che a vario titolo ne sono interessati (altre amministrazioni pubbliche, in particolare il Ministero dell’Ambiente, società civile, università, settore privato, etc.).

Nel corso delle riunioni del gruppo sono stati condivisi e commentati i documenti ufficiali Onu e dell’Ue nonché raccolte osservazioni e suggerimenti. Ne sono emersi utili spunti che contribuiscono al processo di individuazione dei punti di forza italiani e di elaborazione di una posizione italiana nell’ambito del dibattito in questione.

Per assicurare un coordinamento interno al Ministero degli Affari esteri, tenuto conto del crescente impegno richiesto dal processo in corso in sede Onu, Ue ed in altri fori e della natura trasversale dei temi trattati, è stata, inoltre, istituita, una Task Force Post 2015 a guida della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo.

Dalla lotta alla povertà all’uguaglianza di genere 
Sulla base di questo processo consultivo sono state identificate le seguenti aree prioritarie: lotta alla povertà in tutte le sue forme, sicurezza alimentare e nutrizionale e agricoltura sostenibile, sviluppo umano, inclusione sociale, ineguaglianze, diritti umani e disoccupazione (leave no one behind), con particolare riferimento all’uguaglianza di genere e alla lotta alla violenza contro le donne e bambine, ai diritti dei bambini, anziani e diversamente abili.

Tra le priorità figurano anche il ruolo positivo per lo sviluppo socio-economico dei migranti, il contributo del settore privato e lo sviluppo di sistemi integrati di piccole e medie imprese, l’approccio territoriale legato alla cooperazione decentrata, la pace, sicurezza e giustizia, lo sviluppo sostenibile, l’accesso all’acqua, la definizione di nuovi indicatori dello sviluppo riferiti sia al benessere sia alla sostenibilità.

Impegno europeo nell’Agenda post 2015
L’Agenda post 2015 sarà un tema prioritario sia della Presidenza italiana dell’Ue del secondo semestre che del Consiglio informale sviluppo che si terrà a Firenze il 15 luglio.

Grazie anche al sostegno italiano, la Commissione europea ha presentato il 2 giugno la Comunicazione intitolata “A decent life for all: from vision to collective action”. Tale documento fornisce numerose e interessanti indicazioni sia sui principi fondamentali dell’agenda post 2015 che sui singoli obiettivi di sviluppo sostenibile, oltre che sugli strumenti di attuazione.

In tal modo serve a lanciare il processo volto alla definizione di una posizione comune europea. Da parte italiana si ritiene, infatti, che il Consiglio dell’Ue dovrebbe celermente adottare delle Conclusioni che consentano all’Ue in quanto tale di svolgere il ruolo guida che le spetta nel futuro negoziato. Il raggiungimento di una tale posizione comune rappresenta una priorità del nostro semestre di Presidenza nel settore sviluppo.

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