28 Luglio 2021, mercoledì
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Giustizia, tutti contro la riforma Orlando. L’Oua: titoli a parte è solo un powerpoint

Una manifestazione di tutto il personale amministrativo della Giustizia, per protestare davanti Montecitorio contro “una riforma della giustizia inesistente, : un lungo elenco di buoni  propositi senza fondamento ne’ futuro”. E una critica serrata da parte dell’Organismo unitario dell’avvocatura, che “rimanda a settembre la riforma della giustizia che non c’è: titoli a parte, la ‘rivoluzione’ è solo un power point con un elenco di principi anche condivisibili”. In meno di quarantotto ore, i giudizi sulla riforma promessa dal ministro Guardasigilli, Andrea Orlando, e discussa in consiglio dei ministri lunedì scorso si trasformano in negativi: il ‘Comitato Giustizia’ di Roma, che riunisce più di duemila lavoratori appartenenti al personale amministrativo, dopo la protesta di Piazzale Clodio messa in atto qualche settimana fa, torna a manifestare “E’ un pacchetto vuoto che non risponde a nessuna esigenza”, affermano. In piazza ci saranno i comitati di tutta Italia che grideranno le proprie ragioni davanti a Montecitorio, l’appuntamento è per domani alle 15. Nel frattempo, l’Oua  chiede “un incontro urgente con il ministro Orlando, e non solo sul processo civile telematico, invece di improbabili consultazioni online su temi, oltretutto, molto tecnici”. L’Oua critica dunque “l’interruzione del confronto con gli avvocati” sulla complessiva riforma della giustizia, contestando la “politica degli annunci culminata” con la conferenza stampa di lunedì  del premier Renzi. Per Nicola Marino, presidente dell’Oua, “abbiamo assistito a un vero rinvio, Renzi  è stato rimandato a settembre, ma è riuscito ugualmente a prendere le prime pagine dei giornali con la presentazione di 12 enunciazioni di principio, complessivamente condivisibili (alcune fortemente criticabili), in alcuni casi anche frutto del dialogo con l’avvocatura”. Gli avvocati affermano di comprendere “l’ingorgo legislativo” e non ritengono “grave questo slittamento dei tempi”, ma criticano “l’interruzione del dialogo in corso e la mancata, fino ad ora, comunicazione dei contenuti dei testi che verrannno approvati a settembre, ma che, a detta dello stesso Renzi, sono già pronti”. Questo, soprattutto sul processo civile: “non vorremmo”, osserva Marino, “che questi decreti venissero approvati senza l’ulteriore consultazione dell’avvocatura, come avvenuto con il recente provvedimento sulla riforma della pubblica amministrazione”. Secondo l’Avvocatura, “la rivoluzione non si fa con un indirizzo email e neppure con un power point è  un processo complesso, che deve portare a cambiare radicalmente la nostra giustizia”.

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