9 Marzo 2021, martedì
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Tornano i Paperoni d’Italia: 203mila ricchi nel Bel Paese

Torna a crescere il numero di Paperoni italiani. Secondo la diciottesima edizione del World Wealth Report 2014, pubblicato da Capgemini e RBC Wealth Management, in Italia il numero di persone ad alta patrimonializzazione (HNWI) è pari a 203.200, in aumento del 15,6% anno su anno (erano 175,8 mila nel 2012): un dato persino superiore alla crescita media europea, pari al 15% tra il 2012 e il 2013.

Tornano i Paperoni d’Italia

Un ritorno, finalmente, ai valori pre-crisi, che ha permesso al Bel Paese di posizionarsi al decimo posto nella classifica del World Wealth Report 2014, e che sembra essere stato trainato, principalmente, dalla crescita del mercato azionario, che ha vissuto nel 2013 una annata di ottime performance (+16%, il doppio di quanto registrato per il 2012). «Nonostante i tanti fattori inibitori del 2013, come il declino del valore degli immobili, una dinamica del PIL non pienamente positiva, il ribasso dei consumi e l’aumento del risparmio – precisaAndrea Falleni, Vice President e Financial Services Leader per Capgemini Italia –, il mercato azionario è cresciuto e, nel futuro, ci aspettiamo che aumentino i volumi gestiti dagli advisor finanziari».

Digitalizzare la consulenza

Ma per andare incontro alle necessità di tutti questi paperoni, bisognerà rivedere al più presto il modello consulenziale adottato dai gestori. Infatti, la nuova edizione del report ha riservato uno sguardo particolare alla strategia di consulenza adottata dai gestori, attraverso una survey su 4.500 HNWI a livello globale che sembrano non essere più molto soddisfatti delle performance portate a casa dai loro advisor nonostante ripongano molta fiducia nel loro operato e che, soprattutto, si aspettano una rivoluzione digitale nella relazione con il loro gestore. «Oltre il 50% degli intervistati si aspetta dai propri gestori una strategia di advisory digitale – racconta Claudio Trecate, Delivery Director Banking, Financial Services per Capgemini Italia. E se i gestori entro 5 anni non implementeranno una forte componente digitale nel loro servizio di advisory, il 65% dei paperoni è pronto ad abbandonare il proprio gestore. La giovane età, naturalmente, incide maggiormente sulla richiesta di innovazione digitale, mentre guardando alle differenti capacità patrimoniali il dato non varia di molto: per quanto riguarda la richiesta di una strategia di inform digitalizzata gli under 40 sembrano premere maggiormente verso l’innovazione, mentre si ritrovano quasi tutti concordi sul mantenere un contatto fisico nella relazione con il gestore e aumentare la componente digitale, invece, per quanto riguarda gli aspetti transazionali».

Si guarda agli investimenti alternativi

Gli HNWI del mondo, inoltre, guardano sempre più a investimenti globali, mentre l’attenzione degli ultra-HNWI (ovvero, persone con un patrimonio che supera i 30 milioni di dollari, in Italia pari all1,5% del totale dei paperoni) si sposta verso la crescita delle performance. Agli inizi del 2014 gli HNWI hanno intrapreso infatti un atteggiamento più globale nei confronti dei propri patrimoni allocando oltre un terzo (37%) degli asset al di fuori della propria regione di residenza contro il 25% dell’anno prima. I livelli di liquidità, comunque, sono rimasti elevati con il 27%, le allocazioni su investimenti alternativi invece sono aumentate di 3 punti percentuali fino a rappresentare il 13% dei portafogli. Tra gli ultra-HNWI c’è stato un chiaro spostamento verso la crescita dei patrimoni (dal 18% al 31%) a fronte di una riduzione del focus verso la loro conservazione (dal 28% al 45%).

Sguardo mondiale

Difatti, il miglioramento delle performance dell’economia e del mercato azionario ha contribuito ad aggiungere 1,76 milioni di persone alla popolazione globale di High Net Worth Individual nel 2013, mentre i patrimoni HNWI disponibili agli investimenti sono aumentati di quasi il 14% per raggiungere il record di 52.620 miliardi di dollari. Il report, inoltre, sottolinea come il 15% di incremento del numero di HNWI verificatosi nel 2013 sia il più sostenuto dal 2000, secondo solamente al 17% del rimbalzo post crisi avvenuto nel 2009.

US e Asia si contendono il podio

Nord America e Asia-Pacifico sono rimasti molto vicini nella competizione per la leadership 2013 tra i mercati HNWI più grandi in termini di popolazione: la crescita dell’Asia-Pacifico ha ulteriormente avvicinato la popolazione a quella nordamericana, restringendo il divario a meno di 10mila individui. La popolazione HNWI nordamericana è aumentata del 16% toccando i 4,33 milioni di persone, mentre nella regione Asia-Pacifico la crescita è stata del 17% per un totale di 4,32 milioni di individui. Il Nord America ha mantenuto la posizione di regione più ricca accrescendo i patrimoni HNWI complessivamente del 17% per un totale di 14.880 miliardi di dollari; questa percentuale di crescita è stata tuttavia superata ancora una volta dall’Asia-Pacifico dove la ricchezza riconducibile agli HNWI è salita del 18% toccando i 14.200 miliardi di dollari.

Europa: crescita a doppia cifra

Anche la popolazione HNWI europea è cresciuta, aumentata del 12% è infatti arrivata a 3,83 milioni di persone; la relativa ricchezza è cresciuta del 14% per 12.390 miliardi di dollari totali: due incrementi significativi rispetto al biennio precedente.

Nel 2016 ricchi ancora più ricchi

Infine, secondo il forecast del World Wealth Report, la crescita della ricchezza è destinata ad accelerare, generando altri 12 mila miliardi di dollari entro il 2016. In prospettiva il report prevede che i patrimoni globali degli HNWI tocchino il nuovo record di 64,3 mila miliardi di dollari entro il 2016, una crescita del 22% dal 2013 e circa 12 mila miliardi in nuova ricchezza. Una crescita robusta è prevista nella maggior parte delle regioni, con l’Asia-Pacifico davanti a tutti con una crescita annuale prevista del 9,8% che la posizionerà come mercato HNWI più ampio per popolazione nel 2014 e per ricchezza nel 2015.

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