6 Marzo 2021, sabato
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Elezioni europee: quale futuro?

euroscetticiLa debacle degli europeisti favorevoli a questa Europa a una sola velocità e a trazione franco-germanica si può dire totale. Essa si registra quasi dappertutto. Solo Italia e Olanda hanno votato in controtendenza ma in Olanda si rafforza il partito che vorrebbe separare i fiamminghi tedeschi dai valloni francesi. E anche questo è un risultato che rimarca il distacco sempre crescente fra fracofoni e inglesi da un lato, germanico-sassoni dall’altro, che è il vero messaggio contenuto in queste elezioni europee.

In Gran Bretagna secondo una proiezione su base nazionale del voto locale, fatta dalla Bbc, l’Ukip partito fortemente anti-germanico, risulta il terzo partito nelle elezioni locali. Secondo i calcoli al primo posto c’è il partito laburista con il 31%, ma i conservatori al 29%, anch’ essi molto critici nei confronti della Merkel, potrebbero allearsi a questo punto con l’Ukip che ha il 17% e con il partito liberaldemocratico che ha il 13%. Sulla base di questi dati la coalizione euroscettica inglese sembra abbia raggiunto l’obiettivo di essere stabilmente la principale forza politica del Paese.

Secondo un exit poll pubblicato dalla televisione irlandese Rte, in Irlanda, paese che l’euro ha gettato nello sconforto e nella crisi, lo Sinn Fein il partito anti-europeista avrebbe raggiunto un’affermazione pari al 17% di crescita rispetto al 10% registrato nelle ultime elezioni politiche. Gli indipendenti sarebbero in testa con il 27%, seguito da Fine Gael (centro-destra) al 22%. La Sinistra in Irlanda come in Francia è quasi scomparsa con il partito laburista in calo al 6% e i Verdi al 6%.

In Austria il grande vincitore di queste elezioni europee sarebbe il partito di destra euroscettico Fpoe, terzo con il 19,9% al quale vanno assommati i voti di Eu-Stop, unico partito esplicitamente antieuropeista, che ha ottenuto un 2,6%. Benchè gli euroscettici del Fpoe raddoppiano i loro seggi passando da due a quattro, l’Austria però si conferma un paese filoeuropeista con I popolari Oevp al primo posto con il 27,8% (-2,2%), i socialdemocratici Spoe stabili al 23,7%, quindi con almeno il 50% dei voti.

In Francia il Front national di Marine Le Pen festeggia un autentico trionfo. Secondo i primi exit poll, il Fronte Nazionale avrebbe ottenuto tra il 24 e il 26% dei voti, l’Ump sarebbe secondo con il 21-23% mentre il Partito socialista del presidente Francois Hollande sarebbe crollato al minimo storico da quando è stato fondato addirittura al 14-15%. Situazione analoga all’Irlanda. I socialisti hanno preanunciato una riunione urgente del direttivo per questa sera probabilmente per decretare la caduta del governo Hollande, orami ampiamente minoritario, mentre Marine Le Pen chiede lo scioglimento dell’Assem,blea Nazionale e nuove elezioni politiche. . mariune le pen

Forse non è chiaro ai più il valore di questo voto francese. E’ certo che tempo qualche mese la Francia uscirà dall’euro e dall’Unione Europea. Per affinità di razza la seguiranno il Belgio e il Lussemburgo. A quel punto si sarà formata una seconda Europa che si porrà in concorrenza con la Germania per aggregare a se stessa altri paesi europei segnatamente Portogallo, Spagna e Italia, ai quali verrano prosettati più vantaggiosi trattati europei se vorranno aggregarsi alla Francia e staccarsi dalla Germania. Che farà a quel punto il nostro boy scaut (homo massonicus) nipote di Gelli? Proporrà una nuova triplice alleanza in opposizione alla Francia? renzi massonico

L’auspicio di questo modesto cronista però è che si formino tre Europe e non due (una germanica, una francofona e una latino-mediteranea formata da Spagna Portoogallo Italia e Grecia) e speigo eprché.

merkelI politici devoti alla causa europea germanica amano proclamare che “se cade l’euro, cade l’UE, e poi l’Europa”. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, continua a ripetere questa affermazione. Anche Giorgio Napolitano ha praticamente esternato lo stesso concetto e la stessa preoccupazione. Molti politici “europeisti” sostengono che, se l’euro e l’UE collassano, scoppierà un caos totale. Il continente europeo tornerebbe alla situazione ante seconda guerra mondiale. Le nazioni si isolerebbero economicamente, e addirittura comincerebbero a combattersi l’una con l’altra.

Mi sembra veramente incredibile che, per difendere un sistema che non funziona (la Grecia è al settimo anno di recessione consecutiva, l’Italia al quarto), si possano evocare scenari del genere. E che si allontani l’attenzione della gente su quella che è la vera partita che si sta giocando in questo momento tra le superpotenze del pianeta.
Torniamo al 1989: caduta del muro di Berlino. Fino a quel momento la superpotenza Germania è stata divisa in due e quindi resa inoffensiva, mentre la superpotenza Stati Uniti d ‘America è prosperata vendendo al resto del pianeta la sicurezza. Io ti proteggo dall’aggressione comunista e tu usi il dollaro come moneta abilitata agli scambi internazionali e all’acquisto del petrolio e quindi mi arricchisci.

Caduti i regimi comunisti, sviluppatisi gli stati in via di sviluppo soprattutto quelli che detenevano materie prime e riunificatasi la Germania tutto lo scenario planetario è d’improvviso cambiato: non c’è più motivo di acquistare la sicurezza dagli Stati Uniti (chi sarebbe il nemico da combattere?). Correlativamente la Germania è stata riunificata e quindi resa potenzialmente di nuovo molto potente.

L’Unione Europea cela due diverse opzioni di un nuovo Ordine Mondiale. Da una parte gli Stati Uniti vorrebbero fare dell’Europa una Nato politica che si unisce alla Nato militare e quindi continuare a mantenere in nome e per conto di questo nuovo superstato planetario (Stati Uniti d’America più Stati Uniti d’Europa) questa enorme struttura militare obsoleta (la Nato) che non serve più a niente. Dall’altra parte la Germania è convinta che prima o poi l’enorme debito pubblico americano (16 mila miliardi di dollari di debito pari a 18 mila miliardi di euro di debiti) in uno con la volontà di non utilizzare più il dollaro come moneta abilitata agli scambi internazionali e all’acquisto del petrolio da parte degli Stati emergenti, farà collassare gli Stati Uniti per cui la grande Germania potrebbe sostituirsi agli Stati Uniti come principale polo occidentale contrapposto ai due massimi poli orientali che saranno costituiti dall’Unione Sovietica, rica di materie prime e dalla Cina, paese più competitivo al mondo.

Ma il processo di unificazione europea è diventato possibile solo in quanto la Germania e la Francia hanno smesso di considerarsi nemiche. Ma ora la Francia ha capito che questo processo di integrazione europea le nuoce. Marine Le Pen vuole che la Francia esca dall’euro. Di qui gli allarmi della Germania e dell’amerikano Giorgio Napolitano che cercano di terrorizzarci dicendo che la caduta dell’euro e dell’UE porterebbe caos e guerra in Europa.napolitano vignetta

Ma che ci possano essere conflitti armati fra paesi europei qualora l’UE si dissolvesse mi sembra veramente un’ipotesi da fantascienza. Peraltro alcuni importanti paesi europei sono membri dell’UE ma hanno mantenuto autonomia valutaria (Regno Unito, Svezia, Danimarca) e non vi rinunceranno mai. Per quanto riguarda la cultura, la scienza, lo sport e – soprattutto – l’economia, paesi come la Norvegia e la Svizzera dell’euro e dell’Europa non ne hanno mai voluto sapere. Quindi identificare euro, UE e Europa, come l’unica soluzione possibile di aggregazioni europee è completamente fuorviante.

Non parliamo poi della paura che la distruzione dell’euro e dell’UE porterebbe a una catastrofe che spingerebbe nell’abisso tutte le nazione europee. Non ci dobbiamo aspettare alcun caos che porti al collasso economico e politico dell’Europa. Dobbiamo invece trarre lezione da questo voto europeo per lavorare per un’Europa diversa a più velocità (almeno tre) che realizzi delle aggregazioni europee più omogenee e quindi queste sì foriere di maggiore benessere e non di recessione disoccupazione e aumento del debito pubblico come in quasi tutti i paesi europei sta avvenendo adesso.

tsipras Il recupero della sovranità nazionale contro la Germania si tinge quasi dappertutto di destra. La Sinistra ottiene buone affermazioni solo dove contrasta questa Europa unica a trazione germanica. In Grecia per esempio Syriza, il Partito euroscettico di sinistra di Alexis Tsipras è letteralmente volato raggiungendo il 26-30% delle preferenze (che poi sono le preferenze di Grillo sommate a quelle di Rifondazione). Esso è seguito dal partito di governo Nuova democrazia, che avrebbe ottenuto il 23-27% e che quindi diventa minoritario. “Se la vittoria di Syriza sarà confermata il primo test sulle politiche del governo conservatore di Samaras, al potere dal 2012 si sarà rivelato un fallimento. Che governo si darà la Grecia del dopo Samaras? Anche questo è molto importante per il nostro futuro.

Michele Imperio

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