28 Febbraio 2021, domenica
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Berlusconi: situazione molto preoccupante per il paese

Quando il gioco si fa duro, si scelgono i nemici e si comincia la “battaglia”. Quella elettorale, in vista delle ormai imminienti elezioni europee, di Silvio Berlusconi è soprattutto contro Beppe Grillo. E poco fa, intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai tre non esita a parlare di “situazione molto preoccupante nel Paese”. E al nemico Grill : “Io non ho mai insultato nessuno, né nella vita privata né, soprattutto, in quella pubblica. Ho solo ricordato un dato di fatto. Grillo ha avuto un comportamento indecente nei miei confronti e, visto che lui moraleggiava, verso di me ho ricordato che è condannato per aver ucciso, con colpa grave, tre persone nell’88, per non aver rispettato le regole e essersi inoltrato con la sua auto su una strada con lastroni di ghiaccio che costeggiava un burrone”. “Non è un’offesa”, prosegue, “ricordare cosa e’ successo”. Il leader FI aggiunge che “nello spettacolo, mondo che un po’ conosco, tutti sapevano che Grillo non accettava di fare presenze se una parte importante del compenso era in nero. Lo sapevano tutti, alcuni impresari l’hanno dichiarato pubblicamente, dunque sono verità storiche incontestabili”.
Inevitabile poi la critica alla sentenza che lo ha portato fuori dal Parlamento. Non ci sta e  rivendica di essere “il primo contribuente italiano” e dice che “sanno tutti che quella contro di me e’ stata una sentenza costruita e politicizzata, voluta perché la sinistra riuscisse a espellermi dal Parlamento con 6 anni di incandidabilità”. Ma il leader di Forza Italia è sicuro che la sentenza “sarà ribaltato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Non è un neo volevano mettermi davanti a un plotone di esecuzione”.
E poi le strategie politiche. Lo ha detto spesso e lo ripete anche oggi: “Di fronte al pericolo di un regime autoritario qualunque soluzione possibile alternativa deve essere seguita”. E l’alternativa a cui fa riferimento è la
prospettiva di una partecipazione a un governo di larghe intese in caso di stallo politico futuro. 
Di qui una riflessione più ampia sulla governabilità. Berlusconi anche ad Agorà racconta la storia dei quattro colpi di stato che ci sarebbero stati in Italia a partire dalle inchieste di Mani pulite per finire con la caduta del suo ultimo governo. Escludendo dai colpi di stato l’arrivo al governo di Matteo renzi, non si sottrae però a una riflessione sull’attuale rpemier. “Matteo Renzi, con 100mila voti è diventato sindaco di Firenzi”, ma al giornalista che gli fa notare il successo alle primarie, il leader di Forza Italia risponde: “Le primarie non sono nemmeno considerate nelle regole della nostra democrazia. Non sono mai citate nella costituzione”. E’ bene ricordare che l’argomento primarie è un nervo scoperto all’internod el movimento berlusconiano essendo state oggetto di serrato confronto nel Pdl prima dello strappo di Alfano. E poi sul finale un botta e risposta (tra tav e radio) con Renzi che stava definendo “tristezza” gli insulti di ieri tra Grillo e il leader FI: “La solita mania di non dire la verità ha preso anche Renzi, che non è nato comunista ma è nelle mani dei comunisti e della stampella dei 33 senatori eletti dai nostri elettori”, dice il leader di Forza Italia. E di Ncd, dice: “Dico come stanno le cose nella realtà”. Traditori? “Non uso termini brutali. Gli italiani lo sanno”.
“Io temo sia i comunisti che Grillo, in questo momento c’e’ un pericolo concreto di autoritarismo”, dice, infine, il leader di Forza Italia, spiegando che “l’autoritarismo nasce quando un Paese è in profonda crisi, quando c’è crisi e disoccupazione”. “Renzi è nelle mani dei comunisti e della stampella che lo sorregge”, ha proseguito il Cavaliere e “Grillo ha le caratteristiche di tutti i peggiori personaggi della storia, i suoi discorsi sono uguali a quelli di Hitler nel 1932. Siamo di fronte a un pericolo grave”.

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