20 Giugno 2021, domenica
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Expo, Renzi: lo stato è più forte dei ladri

“Expo 2015 non è più solo una grande esposizione ma è il simbolo dell’Italia intera”. Lo ha affermato il premier Matteo Renzi, durante il suo intervento nell’ambito di un incontro con gli imprenditori alla Camera di Commercio, riferendosi all’Esposizione Universale che Milano ospiterà il prossimo primo maggio, dopo il terremoto giudiziario dei giorni scorsi.
“Se facciamo l’Expo, se vinciamo questa sfida”, ha detto Renzi, “facciamo l’Italia. É indubbio che questo evento ha un valore economico notevole ma Expo va incoraggiato e deve diventare il fiore all’occhiello del nostro Paese”.
“Non molliamo ora. Se lo facciamo sarebbe una sconfitta per tutti”, ha affermato il premier durante il suo intervento ad un incontro con gli imprenditori alla Camera di Commercio di Milano. “Expo è la grande scommessa per mettersi in gioco.
Faccio appello agli imprenditori perché’ Expo non sia un evento burocratico ma identitario e costitutivo. Sono qui a dispetto dei sondaggi per dire che il governo farà la sua parte e sosterrà Expo per portare l’Italia fuori dalla crisi e dalla disperazione”. “Il governo”, ha proseguito Renzi, “dovra’ fare delle riforme: sul lavoro, sulla Pa e sul fisco che non e’ all’altezza. Dobbiamo fare la nostra parte e allo stesso tempo dobbiamo presentarci all’Europa intera, quando verra’ all’Esposizione, come un Paese orgoglioso del passato e geloso del del futuro perché non possiamo farcelo portare via”.
Matteo Renzi si è detto “convinto” che il governo possa agire su tre livelli in sostegno ad Expo.
Per prima cosa, ha spiegato, in un intervento alla Camera di Commercio di Milano, sarà avviata una “semplificativa  burocratica all’interno di palazzo Chigi” riguardo alle procedure”. In secondo luogo, ha sostenuto il premier, “saremo operativi nel rispetto di tutte le scadenze perche’ vogliamo arrivare in tempo”. Infine, ha confermato, vi sarà il “coinvolgimento” dell’Autorità nazionale anticorruzione.  “Non ci lasceremo rubare il futuro dai ladri. Chi ruba va fermato ma non si fermano le opere, si fermano i ladri”. Il premier ha così espresso “l’orgoglio per il passato e la gelosia per il futuro” del Paese di fronte agli arresti e all’inchiesta della magistratura che hanno investito anche l’Esposizione milanese. E a proposito dell’inchiesta ha detto di provare “un senso di sbigottimento e amarezza a vedere indagati e nomi che tornano da passato che sembrava archiviato”.

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