20 Giugno 2024, giovedì
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Il bonus arredi torna alle origini

Bonus arredi di nuovo flessibile. Niente imposte di registro e bollo per i proprietari che abbassano i canoni di locazioni. Tutelati gli inquilini che avevano autodenunciato l’esistenza di un contratto di locazione in nero. Deroga per gli enti locali e territoriali alla possibilità di assumere personale ad hoc per Expo 2015. Queste le proposte di modifica al Piano casa (dl 47/2014) che si accingono ad essere introdotte, presentate dai relatori al decreto Franco Mirabelli (Pd) e Stefano Esposito (Pd), nel corso dei lavori nelle Commissioni lavori pubblici e territorio in Senato. 

Il bonus mobili torna alle origini. Soppressione della norma della legge di Stabilità 2014 che vincola l’importo detraibile per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici all’importo complessivo della ristrutturazione. Questa la proposta dei relatori al dl 47, volta all’introduzione dei commi 2-bis e 2-ter all’art. 7 ( Detrazioni fiscali Irpef per il conduttore di alloggi sociali). Proposta che, se dovesse trovare accoglimento nel corso delle votazioni agli emendamenti che inizieranno nelle Commissioni martedì 6 maggio, garantirà ai contribuenti, fino al 31 dicembre 2014, la possibilità di acquistare mobili e grandi elettrodomestici rientranti nella categoria A+ o A per i forni, e di portare in detrazione dalla quota Irpef fino al 50% della spesa sostenuta, suddividendolo in dieci quote annuali di pari importo, per un ammontare massimo di 10 mila euro. Il tutto, indipendentemente, dall’entità dei lavori di ristrutturazione edilizia. Lavori che, però, restano requisito imprescindibile per poter usufruire del bonus mobili (si veda ItaliaOggi del 28 giugno 2013 e del 6 marzo 2014).

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