20 Giugno 2024, giovedì
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La seconda ondata del Mobile Banking: le transazioni di alto livello

La “prima ondata” del mobile banking ha avuto risultati positivi: i consumatori hanno iniziato velocemente a effettuare transazioni con valore relativamente basso e la fiducia degli utenti nel mobile banking è stata da subito alta. Ma la seconda ondata del mobile banking, ossia la gestione delle grandi transazioni da parte dei clienti di alto livello, non sta procedendo nello stesso modo.

Ampliare i guadagni del mobile banking

Secondo The Wall Street Journal, da una ricerca del Federal Reserve, emerge che “il numero di utenti che utilizzano servizi bancari sul proprio cellulare è aumentato del 33% nel 2012. Quasi la metà di questi, nell’ultimo anno, ha effettuato l’accesso con lo smartphone ad applicazioni banking o alla versione mobile del sito web”. Tuttavia, secondo molti banchieri che abbiamo incontrato – tra i responsabili della banca d’impresa, della gestione patrimoniale e dei pagamenti – è necessario un cambiamento per andare incontro alla seconda ondata di mobile banking e gestire, quindi, le transazioni dei clienti di alto livello. Le conversazioni hanno un tema in comune, riassunto perfettamente dalle parole di un funzionario: “I device mobili non possono essere solo un altro canale in mano ai consumatori. La mobility deve diventare un vantaggio per le imprese e per i nostri clienti più facoltosi e per noi una fonte di guadagno. Altrimenti, è come giocare a mini-golf con i tuoi ferri migliori. Un investimento troppo grande per un guadagno troppo piccolo”.

La seconda ondata

È comprensibile che alcuni banchieri e i loro clienti siano stati in passato sospettosi riguardo la sicurezza dei dispositivi mobile, sia che essi siano telefoni cellulari, portatili, tablet o phablet. Lo stesso banchiere che garantisce il privato sui versamenti effettuati via mobile è meno ottimista quando ha a che fare con una grande azienda che, con le stesse modalità, deve effettuare pagamenti da milioni di dollari. E lo stesso cliente che è disposto a prendersi un rischio pagando la bolletta dell’acqua via mobile ha un approccio diverso quando è il momento di trasferire milioni di euro in pochi secondi. Ma la vastità del mercato potenziale impone una soluzione. TowerGroup prevede una crescita costante delle operazioni bancarie via mobile fino a raggiungere 17 miliardi di transazioni nel 2015. Inoltre, la domanda dei clienti è importante per la comodità che assicura il mobile. Una volta che gli amministratori di grandi transazioni si abituano a usare il mobile per le transazioni più comuni, diventa più semplice chiedergli perché non occuparsi dei loro affari allo stesso modo.

D’altro canto, se i clienti più facoltosi della banca possono effettuare tutti i controlli sul conto corrente usando i dispositivi mobili, sia aspettano che a breve le loro transazioni siano altrettanto comode. Come ha confermato un nostro cliente: “Si tratta di clienti particolarmente redditizi per noi, e sappiamo che la prime banche che attivano il servizio avranno un enorme vantaggio iniziale”.

Come ha dichiarato un manager della gestione patrimoniale, le persone facoltose hanno però un’altra preoccupazione: “L’attività di sorveglianza dello Stato. Le rivelazioni che riguardano l’NSA a proposito della raccolta di informazioni contenute negli smartphone ha spaventato sia me che i clienti. Le mie conversazioni devono restare private, e ancor meno vorrei che si introducessero nelle mie transazioni più importanti. E se andiamo avanti e pensiamo a Edward Snowden, il mio desiderio di effettuare grandi transazioni via mobile quasi evapora. Nonostante ciò, dovremo affrontare la questione, altrimenti i miei clienti la affronteranno con altri”.

Quindi cosa possono fare le banche per rendere il mobile una via percorribile anche per le grandi transazioni monetarie? Devono migliorare la percezione e l’effettiva sicurezza delle grandi transazioni. Innanzitutto c’è un problema diaccesso. Poi di conoscenza. Ipotizziamo di dover metter in sicurezza un edificio.

La tematica della sicurezza

Se ti avvicini a un edificio che contiene lingotti d’oro, e trovi il cancello di ingresso aperto e la porta socchiusa, avresti il sospetto che qualcuno abbia trascurato l’ingresso. E se supponiamo che tu debba usare una password speciale e il riconoscimento vocale per passare il cancello, e poi un riconoscimento facciale per varcare la porta? Bene. Abbiamo affrontato la questione dell’ accesso. Ma una volta dentro, potresti vedere porte con scritto “Ingresso vietato” e gli impiegati che guidano muletti su cui è scritto “Autorizzazione consentita solo agli addetti ai lavori”. Avresti più che un’idea su dove trovare i lingotti d’oro, vero? Avresti l’impressione che qualcuno abbia sottovalutato la conoscenza. Adesso sai esattamente dove mettere il naso se hai intenzione di infrangere il sistema.

Purtroppo, in questo modo funzionano molti degli attuali apparati di sicurezza: fanno un buon lavoro nel momento di vietare l’accesso agli utenti non autorizzati, ma, come hanno dimostrato Target, Snowden, G20 Summit e altri attacchi informatici dell’ultimo anno, i limiti di accesso possono essere infranti. Gli hacker possono entrare come utenti legittimati. Quando accade, i limiti di accesso alla conoscenza sono fondamentali. A noi piace dire: “Non puoi infrangere ciò che non puoi vedere”. Tornando all’edificio che contiene i lingotti d’oro, se un malintenzionato ti ha seguito fino alla porta ma i costruttori hanno assicurato l’accesso alla conoscenza, l’intruso non vedrà nulla – nessuna attività, niente porte, nessun segnale, nessun muletto. Niente da vedere, niente da attaccare. Tornando alla gestione del patrimonio delle aziende o ai ricchi che effettuano grandi transazioni via mobile, gli hacker devono essere inconsapevoli dell’esistenza di ingenti transazioni che eventualmente possono violare.

Un CIO del settore bancario ha posto la questione in modo ancor più semplice: “Non aspettiamo che si verifichi un evento dannoso. Di fatto, che noi lo vogliamo o no, i clienti business stanno effettuando grandi transazioni via mobile. I dipendenti sotto pressione per aiutare i clienti stanno forzando la nostra policy sul mobile. Dobbiamo affrontare la questione, invece di sperare di essere in grado di affrontare l’emergenza quando capita”.

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