17 Giugno 2024, lunedì
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Un ced in sicurezza per latte e formaggio

Datacenter di nuova generazione, armadi di contenimento di server e storage dotati di sistema di controllo e climatizzazione e cablatura delle sedi. Quando si pensa a una latteria, qualsiasi siano le dimensioni, l’infrastruttura It non è certamente la prima cosa che viene in mente, per quanto sia ormai scontato che le operazioni siano ormai automatizzate in ogni settore.

Eppure per Latterie Vicentine qualche anno fa è stato importante ripensare al datacenter in modo da ridurre al minimo, fino ad azzerarle, le occasioni di fermo macchina, andando a ripensare anche l’alloggiamento dei server, che è stata dotata di tutti gli accorgimenti che potessero aiutare in tal senso.

«La latteria raccoglie il latte e lo lavora fino a confezionarlo per il consumatore, formaggi compresi, ma le tracce di tutte queste attività passano necessariamente per i sistemi informatici», ha spiegato Carlo Mantese, responsabile It di Latterie Vicentine, «registriamo il latte che viene raccolto dai soci, teniamo traccia del prodotto acquistato e conferito, così come di cosa viene fatto del latte: quanto e quale viene utilizzato per produrre formaggio, dal momento che noi siamo i primi produttori di Asiago. Teniamo traccia del camion, dello scomparto e sappiamo quale latte è stato trasformato in specifiche forme di Asiago. Sono adempimenti necessari al business quanto a fini burocratici, questi ultimi molto aumentati nel tempo».

Il datacenter per Latterie Asiago non ha la necessità di operare 24 ore su 24, sebbene si avvicini molto a questo traguardo impegnativo.

Durante la notte la piattaforma distributiva prepara i bancali sui camion dall’una fino alle sei del mattino. Buona parte dei camioncini esce poi per una tentata vendita, carica via linea dati mobile le informazioni sulle merci collegandosi al server remoto dell’azienda appena prima di partire, e così via per il resto della giornata.

Latterie Vicentine ha due stabilimenti di proprietà a Bassano del Grappa e a Bressanvido, sede da poco rinnovata e che ha portato alla centralizzazione degli uffici direzionali, amministrativi, tecnici e commerciali. Il datacenter è stato rinnovato con macchine Ibm, mentre Schneider Electric, attraverso il partner Reti di Thiene, è stata scelta per le soluzioni di contenimento, di condizionamento e per i gruppi di continuità. In particolare le macchine sono state organizzate all’interno degli armadi NetShelter SX 42U, che consentono di ottimizzare lo spazio degli ambienti e di effettuare interventi di manutenzione in modo agevole. All’interno della struttura di contenimento ha preso posto anche il sistema di climatizzazione InRow di Schneider Electric, che mantiene la temperatura ideale solo nei punti utili ottimizzando i consumi. Completa la struttura Symmetra LX, il gruppo di continuità Apc by Schneider Electric. A corredo di tutto ciò è stato messo a punto il controllo a distanza: il sistema invia una email di allerta ogni volta che un parametro fra quelli rilevati (per esempio la temperatura o il consumo di corrente elettrica) non rientra nei limiti stabiliti, permettendo un intervento immediato. Il nuovo datacenter fa anche da collettore di tutte le dorsali in fibra che interconnettono la produzione e contiene tutti i sistemi di comunicazione, videosorveglianza e accesso integrati nella rete Ip aziendale. «Prima avevamo un sottoscala a livello di sala ced, dove oltre a problematiche di spazio c’erano anche problemi di climatizzazione. Per questo nella riprogettazione abbiamo subito voluto che ci fosse un sistema di climatizzazione adeguato. L’InRow è una sorta di piccolo armadietto, posto a fianco degli armadi che contengono i server e gli altri apparati, che ottimizza il flusso dell’aria da climatizzare», ha concluso Mantese, «grazie a questo progetto abbiamo razionalizzato la struttura, realizzato reti, centralino, infrastruttura telefonica e videosorveglianza completamente nuovi, razionalizzato altri servizi e in prospettiva siamo in grado di installare anche una soluzione di disaster recovery».

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