17 Giugno 2024, lunedì
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Ucraina, pericolo di terza guerra mondiale

“https://www.lanotteonline.it/wp-content/uploads/2014/03/ucraina-rivolta.jpg”>ucraina rivoltaL’Ucraina costituisce l’ennesimo esempio della degenerazione della politica estera degli Stati Uniti della Francia e della Germania dopo la caduta del muro di Berlino e l’invenzione dei titoli tossici, degenerazione che non si è fatta scrupolo di conculcare i diritti dei popoli e di appropriarsi degli stati-nazione onde realizzare cessioni di sovranità,  sudditanza e satellizzazione a favore dei popoli della finanziarizzazione della società (tedeschi, francersi e americani). Più volte abbiamo assistito anche alla opzione bellica manu militari, per esportare la democrazia mercantile e usuraia, attraverso false rivoluzioni che sono di fatto dei colpi di stato. I vari scimmioni che compongono l’Europa delle banche senza avervi alcun interesse si sono posti al  servizio di queste tre potenze (Francia, Germania, Stati Uniti d’America) offrendo loro basi aeree, suporto logistico, eserciti e quant’altro. La guerra è sempre un fatto odioso ma quando – come nella specie – non vi è alcun interesse per la nazione che la fa oltre che un fatto odioso è anche un fatto stupido.

PUTIN-khWE--180x140@CorriereOra però con l’Ucraina si pone un ulteriore problema: nel caso di guerra tra l’Unione Europea e la Russia per la questione dell’Ucraina con chi si deve schierare un popolo come quello italiano? Con i fascisti di Angela Merkel, come li chiamano gli ucraini filo-russi, la quale unitamente agli Stati Uniti dichiara per l’ennesima volta una guerra d’aggressione nei confronti di un territorio limitrofo e di un popolo sovrano ovvero ci si deve schierare con  gli indipendentisti della Crimea e eventualmente delle altre popolazioni orientali dell’Ucraina russofone per la difesa del sacrosanto diritto dei popoli alla loro autodeterminazione politica? Non sarà per caso che dopo tutti i guai che ci ha procurato, noi italiani dovremo pure paradossalmente  dare anche la vita per Angela Merkel? Non stiamo forse esagerando nell’adesione a un europeismo di maniera delle banche, del pangermanesimo e delle grandi istituzioni finanizarie?

ucraina<a href= Ormai anche i lampioni si sono accorti che il vero intento dei tedeschi è quelo di espnadersi anceh nell?Ucraina dopo aver praticamente annesso al Polonia e l’intento degli americani in questa contesa per l’Ucraina non è quello di difendere la nazione dalla aggressione sovietica ma quello di scongiurare il collasso planetario del dollaro e quindi ammonire ancora una volta la Russia (e indirettamente anche la Cina e gli Stati del cosiddetto Brics) di tornare al dollaro come strumento monetario per le transazioni internazionali. Come è noto gli scambi tra la Cina e la Russia ormai si fanno in yuan (la valuta cinese), gli scambi fra la Cina e l’Iran si fanno in oro, la stessa Cina si sta liberando di circa 50 miliardi di dollari al mese, trasformati in obbligazioni “ricomprate” forzosamente dal Belgio, non si sa esattamente da chi. Lo stesso George Soros sta pesantemente speculando al ribasso a Wall Street. Sono tutti segni di una prossima depressione mondiale.

In una telefonata tra la “ambasciatrice” dell’Ue, Catherine Ashton e il ministro degli esteri dell’Estonia, Urmas Paet, la prima dice alla seconda che i cecchini che hanno sparato sulla folla di piazza Maidan non erano uomini di Yanukovich ma probabilmente «della coalizione appoggiata dall’Occidente». E’ ormai chiaro che secondo i piani dei registi delle Ong operanti in Ucraina (gente del calibro di George Soros e Zbigniew Brzezinski, i più accanti esponenti antirussi dell’Amministrazione Obama) è contemplata la previsione di una guerra civile fra i russofoni dell’est e gli ucraini dell’ovest. Pochissimi media occidentali hanno trasmesso la registrazione trapelata del colloquio di Victoria Nuland, incaricata Usa della cura dei rapporti diplomatici con Europa ed Eurasia, con l’ambasciatore statunitense in Ucraina». La Nuland disponeva e comandava la composizione del nuovo governo di Kiev dopo aver cacciato Yanukovich.

La “strategia della tensione” innescata a Kiev darebbe agli Usa e alla Nato «il pretesto di intervenire per “pacificare” l’Ucraina, stabilirsi minacciosamente nel Mar Nero e proiettarsi sempre di più nel Caucaso e verso il Mar Caspio, ricchissimo di risorse petrolifere e di gas».

ucraina rivolta 4L’Ucraina è diventata quindi nel giro di pochi anni un campo d’interesse primario per esplorazioni e sfruttamento di nuove aree. Lo sviluppo di simili giacimenti (specie da parte di compagnie nordamericane) insidia direttamente la posizione dominante russa di Gazprom.  E’ molto evidente peraltro anche la volontà di Stati Uniti Germania e Francia di colpire anche la Cina, che in questa crisi è schierata con Putin. I cinesi hanno di recente acquistato diritti di sfruttamento agricolo su circa 6 milioni di ettari di terre ucraine coltivabili. Dico “aveva”, perché il governo fantoccio messo su dagli americani ha revocato subito i diritti concessi l’anno scorso ai cinesi.

Pertanto il rischio concreto è drammatico: I meccanismi della guerra sono innescati. Se dovesse fare fino in fondo la sua corsa il gioco automatico delle alleanze, fra non molti giorni ci troveremo in guerra. Tutti. Perché nel piano bellico si collocherebbero anche le dotazioni del Muos in Sicilia, l’installazione di scudi antimissile in Polonia, l’apertura di basi americane in Romania e Bulgaria, senza contare la Turchia, membro della Nato, che controlla gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Il governo di Ankara ha appena concesso a una grande nave da guerra Usa di entrare nel Mar Nero, in violazione della Convenzione di Montreaux, mentre ad Atene c’è una presenza navale ancora più pesante, la portaerei “George Bush”.

ucraina treSecondo la Russia, la convenzione che vieta l’ingresso nel Mar Nero di navi da guerra non appartenenti a paesi affacciati su quel mare, è già avvenuta in questi giorni con la comparsa della fregata statunitense “Taylor” e della “Mount Whitney”, nave-comando della Sesta Flotta».

Da questa crisi, è evidente, l’Europa ha tutto da perdere. Ma la Germania avrebbe abboccato all’amo di una espansione verso un mercato ucraino di 46 milioni e mezzo di abitanti, previa distruzione del modello di economia sociale di mercato dell’Ucraina, e della sua industria, soprattutto all’est del Paese. E la Francia di François Hollande è stata pesantemente minacciata di svelare un dossier iraniano a suo carico. Ciò è avvenuto nel corso del recente viaggio del presidente francese a Washington. 140 grandi industriali francesi avevano creduto al clima (fasullo) di nuovi buoni rapporti con l’Iran e avevano agito di conseguenza.

Invece Barak Obama ha detto senza peli sulla lingua che tutte le relazioni della Francia (e dell’Europa) con l’Iran devono rispettare non solo le sanzioni che non sono ancora state tolte, ma anche quelle, soprattutto commerciali e finanziarie, che gli Usa dettano unilateralmente. Un gioco pericoloso, che potrebbe chiamarsi Terza Guerra Mondiale, se gli Usa faranno precipitare la situazione con l’adesione dell’Ucraina all’Ue, spingendo i missili della Nato fino ai confini con la Russia.

Michele Imperio

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