20 Giugno 2024, giovedì
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Il piano Cottarelli fa fuori 85mila dipendenti statali

Il piano di spending review presentato da Carlo Cottarelli al Governo colpirà in maniera dura il settore statale, con una stima preliminare di 85.000 esuberi al 2016 per un costo complessivo di 3 mld. E’ quanto si legge sul Messaggero, che sottolinea come Cottarelli non nasconde che il problema “e’ da studiare ulteriormente”, ma mette sul tappeto alcune proposte per affrontarlo. A partire dai prepensionamenti, con l’eliminazione delle posizioni, che pero’ non porterebbero grandi risparmi. Altra possibilita’ sono gli esoneri dal servizio che prevede di lasciare a casa i lavoratori con meta’ stipendio ma garantendogli una contribuzione piena a fini pensionistici. Infine c’e’ la possibilita’ del collocamento in disponibilita’ del personale in esubero con un taglio della retribuzione. Anche i dirigenti pubblici, si legge nel piano di Cottarelli, dovranno fare la loro parte con una riduzione dello stipendio soprattutto per le funzioni apicali e per la prima fascia. Un’operazione che generera’ risparmi almeno per 500 mln. Fuori dai tagli resterebbe comunque il personale della scuola. Secondo quanto si legge sul Sole 24 Ore, Cottarelli punterebbe anche a realizzare nel 2014 800 mln di risparmi grazie al giro di vite sugli acquisti di beni e di servizi, 2 mld dalla riduzione dei trasferimenti statali e regionali e 2,2 mld dalla stretta sulle spese di settore dalla difesa, alla sanita’, passando per le pensioni. Sul fronte della difesa il dossier di partenza ipotizza un risparmio per quest’anno di 100 mln, 1,8 mld nel 2015 e 2,5 mld nel 2016. Per il settore della sicurezza il nuovo meccanismo di sinergie tra forze di polizia con conseguente riduzione dei presidi sul territorio dovrebbe dare i suoi frutti solo nel 2015 (800 mln) e nel 2016 (1,7 mld). Un’interpretazione contestata dal ministro della Pa, Marianna Madia. “In queste ore alcuni organi di informazione stanno alimentando un’interpretazione distorta del buon lavoro del commissario Cottarelli sulla revisione della spesa per il pubblico impiego; in particolare su pensionamenti, turnover ed eventuali esuberi. In questo modo il quadro che emerge risulta assolutamente infondato”.

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