20 Giugno 2024, giovedì
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Affitto e cedolare secca: aliquota al 10%, bonus di 4500 euro ai proprietari

Se riduci le richieste di affitto all’inquilino ti riduco al minimo le tasse. Questa la proposta per i proprietari che affittano le proprie case con la Cedolare secca. I proprietari infatti avranno un abbassamento al 10% dell’aliquota, con un bonus di 4500 euro.
Gino Pagliuca sul Corriere della Sera scrive:
“La misura consiste nell’abbassamento al 10% dell’aliquota della cedolare secca sui contratti che rispettano i requisiti previsti dall’articolo 2 e dall’articolo 8 della legge sulle locazioni residenziali, la 431/98, e quindi prevedono un canone calcolato sulla base degli accordi stipulati a livello locale tra associazioni di proprietari, sindacati degli inquilini e Comuni.
Gli affitti cosi determinati oltre ad avere canoni sempre più bassi di quelli del mercato perché mediati con l’inquilinato hanno una durata ridotta rispetto a quella dei contratti liberi: infatti si possono stipulare per tre anni più altri due di proroga di fatto automatica se non intervengono particolari condizioni che molto di rado si riescono a far valere; nei contratti di locazione a canone libero invece la durata standard è di quattro anni più altri quattro di proroga”.
Nel 2011 con l’introduzione della cedolare secca la regolamentazione è cambiata:
“Si tratta di un prelievo forfettario, che si può scegliere in alternativa alla tassazione ordinaria, di concezione analoga all’imposta applicata su rendite finanziarie e capital gain. Si versa un’aliquota fissa sui canoni percepiti e il reddito ricavato esce dall’imponibile Irpef e non si paga nemmeno l’imposta di registro (2% sull’entità annua dei canoni, da suddividere con l’inquilino).
La cedolare è applicabile solo sugli immobili residenziali e solo nel caso in cui sia il proprietario sia l’inquilino sono persone fisiche e solo se il proprietario rinuncia all’aggiornamento annuale del canone; l’aliquota per i contratti a canone libero è del 21%; per i canoni concordati la norma originaria prevedeva un prelievo di solo due punti più basso, il 19%, una scelta ben poco interessante per gli investitori e di fatto questi contratti sono praticamente spariti dal mercato”.
Con il piano casa l’aliquota per la cedolare secca scende al 10%, scrive il Corriere della Sera:
“Nella tabella abbiamo provato a verificare la convenienza fiscale della nuova aliquota confrontando il guadagno netto di un proprietario che accetti di locare a un canone concordato ipotizzato in 500 euro al mese anziché ai 700 euro che otterrebbe sul mercato libero e quindi riconoscendo uno sconto all’inquilino di circa il 30% (per la precisione si tratta del 28,6%).
Come si può verificare dai nostri calcoli se il proprietario del nostro esempio optasse per l’affitto libero dopo cinque anni (durata del contratto agevolato) incasserebbe circa 4.500 euro in più, che diventano 5.500 sugli otto anni di durata del contratto libero.
In tabella abbiamo anche valutato la scelta per il canone libero e la tassazione ordinaria; si tratta di un’ipotesi di scuola perché la tassazione con Irpef può convenire solo a persone con redditi bassi e detrazioni fiscali di cui non si riesce a usufruire per incapienza. In otto anni con le tasse standard si pagherebbero quasi 3.800 euro in più rispetto al canone concordato e oltre 9.000 in più rispetto al canone libero ma con la cedolare”.

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