24 Giugno 2024, lunedì
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Corruzione di senatori, resta a Napoli il processo a Berlusconi

Il processo a Silvio Berlusconi per la presunta corruzione dell’ex senatore Sergio De Gregorio, resta a Napoli. Lo ha deciso il collegio della prima sezione penale, collegio C, del tribunale di Napoli rigettando la richiesta avanzata dalla difesa dell’ex premier che chiedeva che l’intero procedimento fosse spostato a Roma per competenza territoriale. Rigettata anche l’eccezione della insindacabilità secondo la quale Berlusconi non andava processato in quanto il suo “’intervento su Sergio De Gregorio rientrava nel suo ruolo di parlamentare e pertanto non esiste reato’”  Secondo gli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, il processo doveva essere trasferito a Roma perché  l’eventuale “dazione di denaro a Sergio de Gregorio sarebbe avvenuta nella capitale e non a Napoli dove invece l’accusa dice di che sia stato incassato un bonifico”. Il dibattimento è dunque ufficialmente aperto in quanto le eccezioni preliminari sono concluse. La difesa di Silvio Berlusconi ha chiesto di integrare la propria lista dei testimoni per ascoltare Francesco Pionati, ex senatore dell’Udc, mentre ha chiesto di rinunciare a Denis Verdini e Marcello Dell‘Utri. Anche i pubblici ministeri hanno detto di voler rinunciare all’audizione di Verdini. “C’e’ stata una transazione corruttiva e vogliamo provare la sussistenza e l’esistenza di tale baratto soldi-voti e dimostrare la corruzione nella sua articolazione principale”, spiegano i pm Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli. “Per ragioni scaramantiche, in attesa della decisione del giudice sulla competenza territoriale non abbiamo portato l’indice con la lista dei testi ma ci riserviamo di portarlo alla prossima udienza”. La difesa di Berlusconi ha intenzione invece,  così come hanno spiegato Ghedini e Cerabona, di dimostrare che “De Gregorio ha agito per convinzione personale. Si propone come testimone chiave del processo ma dimostreremo che voleva candidarsi con il centrodestra e che non gli fu possibile per l’opposizione di alcuni esponenti napoletani di Forza Italia. De Gregorio non ha mai aderito al programma dell’Ulivo e disse che Prodi era il peggiore capo di governo della storia della Repubblica. Ha dimostrato più  volte di essere distante culturalmente dal centrosinistra”. Gli avvocati sottolineano che dimostreranno che non esiste rapporto tra il cambio di ‘casacca’ e la dazione di soldi al movimento di De Gregorio ‘Italiani nel mondo’. “I flussi di danaro sui conti di De Gregorio e dei suoi collaboratori hanno origini diverse e  non sono legati ai finanziamenti illeciti di cui parla la Procura”, osservano ancora.  Infine gli avvocati hanno chiesto di ascoltare anche Silvio Berlusconi. Nel corso del dibattimento è stato ascoltato  Valter Lavitola, imputato a Napoli per corruzione con l’ex premier Silvio Berlusconi. “Sergio De Gregorio mi ha detto ‘fai come ho fatto io, pattegia e metti nei guai Berlusconi'”, dice in una dichiarazione spontanea. Poi la sua ricostruzione dei fatti: “C’era una task force per reclutare parlamentari e far cadere il governo di Romano Prodi esattamente come c’e’ stato nei tempi scorsi col governo Monti”, ha detto.

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