26 Maggio 2024, domenica
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Badante complice dei ladri Si fa legare e simula la rapina

Si è fatta imbavagliare e legare dal compagno della sua amica, anche lei badante, si è procurata una caduta da sola e poi ha inscenato un furto. Un sotterfugio che non è sfuggito durante la ricostruzione di quanto accaduto, fatta dalla polizia giudiziaria del Commissariato di Sulmona a seguito della denuncia inoltrata dalla famiglia dove la donna romena lavorava. A finire dietro le sbarre per furto aggravato, Liliana Teodorescu, 33 anni, Gabriela Marginean, 34 anni e il suo fidanzato Ionut Rosu Ichim, 29 anni. Un colpo inscenato, una settimana fa nei minimi dettagli, quasi da regia cinematografica, che però la Teodorescu non è riuscita a gestire nel migliore dei modi. All’interrogatorio della Polizia, la donna non si è mai contraddetta, riferendo che «un uomo si era infiltrato nell’appartamento di piazza Venezuela e l’aveva invitata a farsi consegnare tutti gli oggetti di valore». Preziosi che però, stranamente, erano già pronti dentro un borsone dove la donna stessa li aveva riposti nei giorni precedenti. Poi – sempre durante il confronto – ha raccontato che lo stesso l’aveva picchiata, imbavagliata e legata alla sedia dandosela a gambe con tutta la refurtiva.
Prima di uscire dal Commissariato, la badante però, ha fornito, agli inquirenti, una serie di particolari per ricostruire l’identikit dell’aggressore. Tanti particolari, molto precisi che hanno portato i tecnici addetti ai lavori a risalire immediatamente all’uomo. La donna alla dipendenze della famiglia sulmonese da circa cinque mesi avrebbe approfittato del deficit cognitivo dell’anziana e dell’assenza del marito per fingere la rapina che ha fruttato a lei e a suoi complici 20mila euro. «Abbiamo recuperato parte della refurtiva – ha sottolineato il dirigente del Commissariato, Francesca La Chioma – anche se abbiamo la certezza che gran parte di essa è già stata ricettata». Dall’elenco fatto dalla figlia della signora, risultano mancanti diversi oggetti di valore, quindi, con molta probabilità sono già stati immessi sul mercato nero. La squadra che ha operato nelle indagini ha svolto un gran lavoro ed è riuscita in tempi strettissimi a risolvere il caso che fin dal principio era particolarmente strano a partire dalla roba di profumeria sottratta all’anziana dai malviventi. Le varie telefonate intercorse tra i tre complici dal giorno stesso del furto e che la stessa Teodorescu non aveva assolutamente menzionato durante l’interrogatorio. La refurtiva è stata recuperata dentro una scatola per stivali dentro il bagno e gli articoli da profumeria nei bagni delle rispettive donne. Le due donne, dopo l’arresto sono state trasferite nel carcere di Castrogno a Teramo mentre l’uomo, è recluso nel carcere di Sulmona. Una storia triste che ancora una volta ha colpito una buona famiglia che aveva accolto la donna in casa propria come una figlia. Tant’è che, gli stessi avevano escluso una responsabilità da parte della donna che aveva dimostrato sempre tanto affetto nei loro confronti.

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