26 Maggio 2024, domenica
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Numero imprese certificate, Italia seconda nel mondo dopo la Cina

In Italia sono oltre 83 mila le aziende dotate di un sistema di gestione della qualità secondo gli standard Uni En Iso 9001: siamo il secondo paese al mondo per numero di certificazioni dopo la Cina. E’ quanto rivela il secondo Rapporto Accrelia-Censis “qualità, crescita, innovazione” secondo cui il sistema produttivo italiano evidenzia fenomeni di protenzione all’innovazione e di crescita abbastanza intensi, anche se ha subito un deterioramento “che non lascia pensare a una robusta capacità di ripresa”. L’Italia resta comunque il secondo paese esportatore d’Europa, spiega lo studio, e il settimo a livello mondiale: “La crisi economica, seppure grave, non è stata tale da travolgere le caratteristiche intrinseche del modello produttivo italiano, le sue specificità e i suoi elementi di forza”. La classifica stilata dal Rapporto sull’indicatore sintetico di qualità del sistema produttivo vede al primo posto la Lombardia, seguita dal Piemonte, dall’Emilia Romagna, dal Trentino Alto Adige e dal Veneto. Se il valore massimo dell’indicatore pari a 100 è assegnato alla Lombardia, la media italiana è di 71,5 con agli ultimi posti Basilicata (42) e Puglia (43). Confrontando gli indici di bilancio di un campione di mille aziende certificate Iso 9001 con altrettante non certificate risultano dallo studio migliori le performance delle prime; tra i principali fattori di crescita c’è il controllo di qualità delle fasi a monte e a valle del processo produttivo. Nelle certificazioni ambientali l’Italia risulta quarta dopo Cina, Usa e Spagna. La regione più virtuosa in base all’indicatore relativo alla qualità dell’ambiente è la Valle d’Aosta, seguita a poca distanza dal Trentino Alto Adige e da una considerevole distanza dalla Basilicata, dalla Sardegna e dal Friuli Venezia Giulia. L’indicatore relativo alla qualità dell’offerta dei servizi pubblici vede al primo posto il Friuli Venezia Giulia, seguito dall’Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Lombardia. Tanto nel campo ambientale quanto in quello dei servizi pubblici bisogna fare di più: secondo lo studio vi è un ritardo rispetto a pratiche ottimali per quanto riguarda l’ambiente e persino un andamento decrescente nei servizi pubblici, pur essendoci anche delle situazioni di eccellenza.

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