28 Maggio 2024, martedì
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Visco: all’economia italiana servono riforme e responsabilità

«Come dice Olli Rehn, il ministro Padoan, che viene dall’Ocse e ha appena firmato il rapporto “Going for growth”, sa bene quel che si deve fare. Prima di tutto, bisogna attuare le riforme iniziate, all’interno di un progetto organico. Ed è essenziale creare un clima favorevole alle imprese. Come ho detto altre volte, servono riforme e responsabilità». È il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, a sottolineare, in una conversazione a margine del meeting di Sidney, che il tema della crescita e del necessario rilancio degli investimenti sono al centro delle discussioni al g20 ma sono anche il cuore della cura necessaria per l’economia italiana. «C’è una ripresa fragile, anche se è pur sempre una ripresa» osserva.

«Nell’area dell’euro si prevede che sarà quest’anno e il prossimo intorno all’1 e all’1,5 per cento, in Italia quest’anno cresciamo intorno allo 0,7 per cento, il governo dice l’uno per cento. E’ comunque poco e non è sufficiente a far crescere l’occupazione nell’immediato». Anche perchè, ricorda il numero uno di via Nazionale, l’occupazione associata a nuove attività produttive richiede tempo, perchè è necessario che il processo di ristrutturazione delle imprese si completi. Per assicurare uno sviluppo stabile, ricorda Visco, nelle discussioni di questi giorni al G20 si è convenuto che servono tre cose: «Occorre riuscire ad aumentare la crescita potenziale, realizzando le riforme strutturali; stimolare la domanda, in modo da ridurre la distanza fra prodotto effettivo e potenziale.Infine, si deve assicurare la sostenibilità della crescita. Tutte cose che vanno realizzate insieme. Di certo però-sottolinea – concordo con l’osservazione del ministro del Tesoro britannico che non si stimola la crescita distruggendo la finanza pubblica». Il governatore evita di entrare nel merito delle scelte che attendono il nuovo governo italiano. «Banca d’Italia si attiene alle sue specifiche responsabilità». Queste, sostiene, riguardano in primo luogo la sua partecipazione alla definizione della politica monetaria più adeguata. «Come dice Draghi, non siamo in deflazione. Però non dobbiamo correre il rischio che si disancorino le aspettative di inflazione da un obiettivo vicino al due per cento nel medio periodo».

Tra le responsabilità specifiche di pertinenza della banca centrale c’è poi la vigilanza, che assicura la stabilità del sistema bancario.«Qui al vertice» racconta il governatore «molti volevano sapere qual è lo stato dell’arte per il sistema bancario europeo. Ho spiegato che. per quanto ci riguarda, abbiamo già cominciato interventi che consentono di avere bilanci di buona qualità ben prima che si profilasse la prospettiva dell’asset quality review e degli stress–test. Lo abbiamo fatto non in vista degli esami europei ma perchè era necessario per contrastare gli effetti di una doppia recessione, molto forte: in questi anni abbiamo avuto una caduta di prodotto pari al 10 per cento». «E proprio perchè abbiamo agito– aggiunge- possiamo dire che il sistema bancario ha retto».

Dunque, prosegue il Governatore «è sbagliato criticare singoli aspetti dell’impianto regolamentare che neanche si conoscono a fondo, specie se queste critiche vengono rappresentate da banchieri in forma anonima. L’importante è vedere in che modo le regole vengono applicate. Un conto, insomma, sono le regole e un altro è la vigilanza:in passato, l’errore inglese è stato il soft touch nell’azione di vigilanza. Noi, invece, garantiamo che non si generino rischi sistemici». Ma alcune banche italiane, obiettiamo, sostengono che Bankitalia è troppo severa e che non difende con forza sufficiente il sistema italiano nel contesto internazionale..«Non è così» è la risposta. «Le aziende di credito italiane dovrebbero essere grate a Bankitalia. Quanto agli aumenti di capitale, vanno realizzati: le banche che lo hanno fatto stanno meglio e adesso torna loro utile ai fini dell’esame europeo, che è un esame condotto con una metodologia comune, che riguarda 130 banche».

Visco sottolinea inoltre che in questo momento l’attenzione dei mercati è straordinaria, perchè effettivamente le sofferenze sono cresciute, comunque le si misurino.«Quindi, Bankitalia chiede più riserve per garantire che le banche siano solide». Per finire, chiediamo al governatore di precisare il suo pensiero sul tema della bad bank. «E’ essenziale- risponde– separare la componente crediti deteriorati dal resto delle attività. L’importante è che il mercato sappia con chiarezza cosa la banca sta facendo». Quanto ai “progetti più ambiziosi” di bad bank a cui ha fatto riferimento nel suo recente intervento al Forex, il responsabile di Palazzo Koch spiega:«Può non trattarsi di una singola banca ma di un gruppo di banche, possono non essere le banche da sole ma con un’eventuale assistenza pubblica, come una garanzia o altro».

 

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