25 Febbraio 2024, domenica
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Giavazzi al governo: cuneo fiscale giù con i tagli ai sussidi alle imprese

Un paio di anni fa ha presentato un rapporto sugli incentivi alle imprese che proponeva di tagliare dieci miliardi su 30 e destinare quei risparmi per ridurre il cuneo fiscale e contributivo che riduce la competitività del sistema produttivo. E ora che al governo sta per andare il segretario del Pd Matteo Renzi, Francesco Giavazzi, economista, ne approfitta per rispolverare i risultati di quel lavoro lasciato nel cassetto da Mario Monti e poi da Enrico Letta. Con un commento pubblicato dal Corriere della sera, Giavazzi sottolinea che per “ridare competitività alle imprese”, la leva principale da manovrare “è una riduzione immediata e consistente del cuneo fiscale, finanziata con una combinazione di tagli di spese (immediate e future) e, se necessario, con imposte meno dannose delle tasse sul lavoro” (ma Giavazzi sul capitolo fiscale si mantiene nel vago). L’economista, in particolare, sottolinea che per “portare gli oneri sociali a carico delle imprese al livello tedesco bisogna ridurli di 23 miliardi”. E aggiunge appunto che di questa cifra  “9-10 miliardi si possono reperire tagliando i sussidi alle imprese: 4 miliardi il primo anno, altri 5-6 nei due successivi”. Anche dai costi della politica, da ridurre di “un miliardo, o due”, possono e devono arrivare i fondi necessari per restituire competitività al sistema produttivo. Mentre altri 8 miliardi potranno essere risparmiati, prosegue Giavazzi, con la spending review messa a punto dal commissario Carlo Cottarelli, che ritiene possibile raggiungere questo obiettivo già nel 2014. Una ricetta, quella suggerita da Giavazzi, che sarebbe già allo studio degli uomini del premier incaricato, Matteo Renzi.  Lo staff del presidente del consiglio che verrà, secondo le prime anticipazioni, sarebbe pronto a mettere sul taglio del cuneo fiscale altri otto miliardi attraverso un aumento delle detrazioni sul lavoro dipendente concentrato sui redditi bassi (con il maggior beneficio, 450 euro l’anno, per chi guadagna 15.000 euro) e una riduzione dell’Irap pari al 10%. Una misura finanziata per il 50% almeno con i risparmi individuati da Cottarelli, 3-4 miliardi nel 2014 e poi destinati a salire fino ai 32 miliardi del 2016. In particolare, si pensa di sfoltire le 30.133 partecipazioni della pubblica amministrazione in circa 7.400 società e soprattutto di incidere sulle 2.032 società partecipate dagli enti locali che sono in rosso per un totale di 2,2 miliardi.

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