22 Febbraio 2024, giovedì
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Convertito in legge il decreto sulla terra dei fuochi

E’ stato convertito in legge il decreto relativo alla cd. terra dei fuochi (Decreto-Legge 10 dicembre 2013, n.136, “Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate”, pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 289 del 10 dicembre 2013).

Come avevamo anticipato, il dicembre 2013 il Consiglio dei ministri aveva approvato un decreto che prevede un piano d’azione a tutela dell’ambiente, della salute e della qualità delle coltivazioni: si prevedono il monitoraggio e la classificazioni dei suoli, l’accertamento dello stato d’inquinamento dei terreni, la riforma dei reati ambientali, l’accelerazione e la semplificazione degli interventi necessari, oltreché risorse per le bonifiche indispensabili per territori a forte condizionamento criminale quale è quello della “terra dei fuochi”.

Tra le principali novità introdotte dal decreto spicca senza dubbio l’introduzione del reato di combustione illecita di rifiuti.

La norma ha l’obiettivo di introdurre sanzioni penali per contrastare chi appicca i roghi tossici, oggi sanzionabili solo con contravvenzioni.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate è punito con la reclusione da due a cinque anni. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni.
Se i delitti sono commessi nell’ambito dell’attività di un’impresa, o comunque di un’attività organizzata, la pena é aumentata di un terzo.
La pena è aumentata se i fatti sono commessi in territori che, al momento della condotta e comunque nei cinque anni precedenti, siano o siano stati interessati da dichiarazioni di stato di emergenza nel settore dei rifiuti (è il caso della Campania).
Se per la commissione dei delitti sono utilizzati mezzi di trasporto, si applica la confisca. Alla sentenza di condanna consegue la confisca dell’area sulla quale è commesso il reato, se di proprietà dell’autore o del compartecipe al reato, fatti salvi gli obblighi di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi.
Ricordiamo ai lettori che il decreto in questione è stato già oggetto di un approfondimento da parte della Corte di Cassazione (ufficio del Massimario, Redattore Antonio Corbo) nel quale ci si sofferma, in particolare, sull’introduzione dei reati in materia di combustione illecita di rifiuti e sui nuovi obblighi di informazione gravanti sul pubblico ministero.

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