23 Febbraio 2024, venerdì
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Roma è una piazza di Spagna

La via spagnola va di moda a Roma. Circa un terzo degli avvocati stabiliti di nazionalità italiana (perlopiù abogados) è infatti iscritto nell’elenco speciale dell’ordine capitolino: 1.058 su 3.452. A seguire, con ben altri numeri, Milano (314), Latina (129) e Foggia (126). A scattare la fotografia del fenomeno dei tanti aspiranti legali che vanno all’estero per dribblare il duro esame di abilitazione nazionale è una rilevazione effettuata presso tutti i Consigli dell’ordine da parte dell’ufficio studi del Consiglio nazionale forense. Dove si accerta come ben il 92% degli avvocati che hanno ottenuto il riconoscimento dei titoli all’estero sia di nazionalità italiana. Come si evince, tra l’altro, dai dati del ministero della giustizia sui decreti di riconoscimento emanati nel 2013 (si veda ItaliaOggi Sette del 3 febbraio scorso). Tra questi, l’83% ha conseguito il titolo in Spagna e il 4% in Romania. Ad avviso del Cnf, questi dati fanno emergere chiaramente come la Direttiva comunitaria cosiddetta «di stabilimento» (Direttiva 98/5/Ce recepita in Italia con il dlgs 2 febbraio 2001 n. 96) sia diventata lo strumento utilizzato da parte di tanti aspiranti avvocati italiani per eludere la disciplina interna.

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