29 Febbraio 2024, giovedì
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Berlusconi, Grasso decide per il sì: il Senato sarà parte civile nel processo. Forza Italia attacca: venga a spiegarsi in aula

Acque agitate in Senato dopo la decisione del presidente Piero Grasso di far costituire il Senato parte civile nel processo sulla compravendita dei senatori che vede coinvolto Silvio Berlusconi. Una decisione arrivata ieri sera, dopo che nel pomeriggio – con dieci voti contrari e otto a favore – il Consiglio di Presidenza ha dato parere negativo.Forza Italia annuncia le barricate. E anche il Ncd non nasconde la sua irritazione.

Romani (Fi): Grasso venga in aula a spiegarsi
Il capogruppo di Fi Paolo Romani pretende da Grasso piegazioni formali in Aula e lascia intendere che in assenza di esse Palazzo Madama conoscerà altre ore difficili. «Chiedo che sia il presidente a venire a spiegare le regioni giuridiche della sua scelta e del suo comportamento. In assenza di questo è difficile immaginare che i lavori possano mantenere quello spirito di serenità», avverte Sacconi (Ncd), venuta meno sua terzietà Forti malumori anche in casa Ncd. «Mi associo alla richiesta del collega Romani, Grasso venga a riferire in Aula. Da oggi questa istituzione è diversa, qualcosa di grave è accaduto: quella terzietà che deve caratterizzare il ruolo del presidente è venuta meno», ha affermato Maurizio Sacconi, capogruppo di Ncd al Senato. Mentre per Fabrizio Cicchitto la decisione di Grasso «arriva in un momento politico delicatissimo e complica ulteriormente le cose».

Il processo si apre martedì a Napoli Grasso ieri una nota ha spiegato che «dopo aver ascoltato i diversi orientamenti espressi dai componenti del Consiglio di presidenza, ha dato incarico all’Avvocatura dello Stato di rappresentazione il Senato della Repubblica quale parte civile nel processo sulla cosiddetta “compravendita di senatori” che inizierà il prossimo 11 febbraio presso il tribunale di Napoli».

Dovere morale di partecipazione In particolare, il presidente del Senato «ha ritenuto che l’identificazione, prima da parte del pubblico ministero, poi del giudice, del Senato della Repubblica italiana quale “persona offesa” di fatti asseritamente avvenuti all’interno del Senato, e comunque relativi alla dignità dell’istituzione, ponga un ineludibile dovere morale di partecipazione all’accertamento della verità, in base alle regole processuali e seguendo il naturale andamento del dibattimento».

Il no del consiglio di presidenza Durante il Consiglio di presidenza che si è svolto nel pomeriggio, la senatrice di Scelta Civica, Linda Lanzillotta, e l’esponente del Partito Popolare per l’Italia, Antonio De Poli, hanno deciso di esprimersi insieme a Forza Italia, Gal, Ncd e Lega contro la possibilità. Hanno dato invece parere positivo alla costituzione di parte civile i componenti del Consiglio di presidenza del Senato che fanno parte del centrosinistra: Alessia Petraglia (Sel), cinque senatori del Pd (Valeria Fedeli, Silvana Amati, Maria Rosa Di Giorgi, Angelica Saggese e Luciano Pizzetti), Laura Bottici (M5S) e Hans Berger (Gruppo Autonomie). Per un totale di 8 senatori.

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