29 Febbraio 2024, giovedì
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Caso Marò, l'India rinvia (ancora)

La Corte suprema di Nuova Delhi ha rinviato a lunedì prossimo la decisione sulla formulazione dei capi d’accusa nei confronti dei due fucilieri della Marina italiana, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il giudice però ha imposto il limite di una settimana alla pubblica accusa. In aula, per la prima volta, era presente l’inviato speciale del governo italiano, Staffan De Mistura. Che ha annunciato la richiesta, da parte italiana, che i marò in ogni caso tornino in Italia in attesa che siano noti i capi di imputazione. “Abbiamo chiesto alla Corte che, di fronte all’indecisione della pubblica accusa, i marò siano autorizzati a tornare in Italia”‘, ha detto all’Ansa Staffan De Mistura. ”E questa richiesta la ripeteremo con forma anche lunedì prossimo indipendentemente dall’esito dell’udienza. “La pubblica accusa non può più giocare con i tempi. Abbiamo ricordato tramite il nostro avvocato che ci sono stati 25 rinvii giudiziari senza un pezzo di carta”, ha sottolineato.

Letta, basta rinvii, i marò tornino a casa

Anche il premier, Enrico Letta, in questi giorni in missione a Doha, Qatar, ha ribadito che “non c’è più tempo per
ulteriori rinvii, la controparte indiana dovrà mettere le carte sul tavolo e dire quali sono i capi d’accusa”. Il premier ha ricordato la richiesta italiana di riportare i marò a casa nel caso il processo andasse per le lunghe.

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