5 Marzo 2024, martedì
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Riina: ecco che cosa non quadrava

Le perplessità manifestate giorni fa qui sui colloqui intercettati di Totò Riina, il superboss, con il compagno di carcere Alberto Lorusso, e ampiamente ospitati sui quotidiani, trovano una indiretta conferma nell’intervista rilasciata a Repubblica da Franco Di Carlo, ex padrino e già collaboratore di giustizia.
A chi giovano queste rivelazioni? – ci chiedevamo. Ebbene, una prima risposta è: a Riina stesso, il quale “cerca qualcuno che continui la sua linea suicida, ma Cosa nostra oggi è stanca della sua egemonia”(parole del Di Carlo). Una seconda risposta diventa una conferma: negli apparati dello Stato c’è chi ha interesse a tenere accese le luci sul “capo dei capi”, per deviare l’attenzione che negli ultimi tempi si è concentrata sul “dialogo” Cosa nostra-Stato e che è oggetto dell’indagine del Pm Di Matteo, minacciato più volte da da Riina (“voglio che faccia la fine di un tonno”). Dice Franco Di Carlo: “Altro che trattativa, mafia e politica erano soci”.
Ed è grave un’altra affermazione di questo ex padrino(così lo definisce il giornale). “L’emissario di un ufficiale dei servizi(è da supporre servizi segreti,ndr) venne a trovarmi prima dell’attentato all’Addaura dell’89. Mi chiesero di trovare un modo per costringere Falcone ad andar via da Palermo, a cambiare mestiere.”

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