23 Febbraio 2024, venerdì
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La Ue vuole il diritto all’oblio

Una disciplina uniforme nella Ue per la difesa della privacy. Garantendo tra l’altro il diritto all’oblio, ovvero la facoltà per chiunque di chiedere la cancellazione dei propri dati, qualora non sussistano motivi legittimi per conservarli. Una riforma che, con tutta probabilità, vedrà la luce proprio durante il semestre italiano di presidenza dell’Unione europea, che partirà a luglio, e i cui contenuti sono stati illustrati ieri, a Roma, nel corso di una conferenza stampa nella sede della rappresentanza dell’organismo di Bruxelles. La bozza di regolamento, riferisce Bruno Gencarelli, vicecapo dell’unità protezioni dei dati personali nella direzione generale giustizia della Commissione Ue, prevede innanzitutto «una maggiore armonizzazione delle norme degli stati membri in materia di tutela della riservatezza, poi un potenziamento dei controlli», e la fondamentale garanzia dell’osservanza di una serie di diritti, fra cui appunto «il diritto all’oblio»; un aggiornamento alle vecchie regole divenuto necessario, prosegue l’esperto, a causa dei cambiamenti sociali imposti dall’avvento dei social network, che porterebbe le autorità nazionali competenti ad agire efficacemente, potendo infliggere ammende alle imprese che violano le norme.

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