23 Febbraio 2024, venerdì
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Mafia, sequestrati beni per 16 milioni di euro

Beni per 12 milioni di euro sono stati sequestrati agli imprenditori Giuseppe e Pasquale Mattiani, di 79 e 51 anni, padre e figlio. L’operazione è stata portata a termine dagli agenti della polizia di Stato di Reggio Calabria e Palmi e dal personale della Direzione investigativa antimafia reggina e di Roma. Il provvedimento di sequestro, al termine di indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia, è stato emesso dai giudici del tribunale di Reggio Calabria.
VILLA E IMMOBILI DI LUSSO. Ai Mattiani sono stati sequestrati una villa, un fabbricato composto da quattro appartamenti, un immobile commerciale e vari terreni siti a Palmi, oltre ad altri tre immobili in zone lussuose di Roma. Il 12 novembre 2013, a Giuseppe e Pasquale Mattiani furono già sequestrati beni per 150 milioni di euro, tra cui due alberghi a quattro stelle: l’hotel Gianicolo a Roma e l’Arcobaleno a Palmi.
A Brancaleone la guardia di finanza ha sequestrato un complesso turistico-residenziale del valore di 200 milioni di euro, alla cui realizzazione sarebbero state interessate le cosche di ‘ndrangheta degli Aquino e dei Morabito.
BRANCALEONE, CINQUE PERSONE DENUNCIATE. Il sequestro è stato fatto dal comando provinciale di Reggio Calabria e dallo Scico di Roma delle Fiamme gialle, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale reggino su richiesta della Dda. Cinque persone, tra imprenditori e pubblici funzionari, sono state denunciate in stato di libertà con l’accusa di abuso d’ufficio e falsità ideologica aggravati dalla finalità di agevolare l’attività della ‘ndrangheta, oltre che per reati paesaggistici ed urbanistici.
Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, hanno portato ad accertare la realizzazione nella zona jonica reggina, parte della quale sottoposta a vincolo paesaggistico, di opere abusive di imponente portata a favore delle due cosche.
POMPE DI BENZINA E TABACCHI CONFISCATE A SGARAMELLA. Beni del valore di 4 milioni di euro sono stati confiscati dai carabinieri a Riccardo Sgaramella, di 58 anni, detto ‘Salotto’, pluripregiudicato ritenuto contiguo al clan mafioso Pastore di Andria. Tra i beni confiscati figurano due stazioni di servizio con pompe di benzina e bar tabacchi, un ristorante, una sala giochi, sei immobili, tre imprese individuali, 26 conti correnti bancari, auto e moto.
Confiscato anche un agriturismo ad Andria, con 30 cavalli e altri animali tra cui una pecora e un mulo, con annesso servizio di ristorazione. Le indagini dei carabinieri hanno dimostrato che Sgaramella aveva una disponibilità di beni sproporzionata rispetto al reddito dichiarato e all’attività lavorativa svolta, presupposti che hanno indotto l’autorità giudiziaria a sequestrare cautelativamente i beni per poi disporne la confisca su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda).

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