25 Febbraio 2024, domenica
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La tecnologia ora va indossata

Il 2014 è stato eletto anno delle wearable technologies, le tecnologie da indossare a cui gli esperti legano la crescita incrementale del settore hi-tech riunito al gran completo al Consumer electronic show (Ces) di Las Vegas. Le innovazioni sono perlopiù dedicate al fitness per poi spostarsi ai macchinari che dialogano con gli smartphone e all’automotive. C’è la T-shirt che legge il battito cardiaco o i centimetri da perdere (Armour39), le calze intelligenti Heapsylon, gli occhialoni da sci con telecamera (Liquid Image Ops), l’obiettivo di pochi centimetri che riprende il meglio della giornata (meMini). E, assieme a migliaia di startup che rendono ogni parte del corpo un nuova app da sviluppare, sono arrivati i giganti come Samsung, Google, Sony. Mentre da Apple si attende per la prossima primavera, in tempo per l’arrivo del vicepresident Angela Ahrendts dalla casa di moda Burberry, l’attesissimo iWatch, l’orologio smart che già molti competitor hanno messo sul mercato.

A riprova che l’argomento vale milioni di contatti e quindi di business arrivano i dati Accenture che stima il settore delle tecnologie da indossare tra i 2 e 3 miliardi di dollari (1,4/2,2 miliardi di euro) nel 2014, con l’India in testa per consumi. Secondo la Digital consumer tech survey 2014 del colosso della consulenza, gli intervistati da New Delhi alle province sono interessati soprattutto a comprare fitness monitor (80%), telefoni intelligenti (76%) e occhiali-Internet (74%).

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