26 Febbraio 2024, lunedì
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Casa, aliquote Tasi più alte ma con maggiori sgravi per le famiglie

Aumenti Tasi vincolati alla copertura delle detrazioni per le famiglie. Sugli sgravi decideranno i sindaci. Il Governo presenterà un emendamento al decreto enti locali per introdurre le modifiche sull’imposta sui servizi indivisibili. No di Scelta civica, che con il capogruppo al Senato Gianluca Susta avverte: «Il balletto sulla casa deve finire. Scelta Civica non voterà emendamenti che consentano ai Comuni di aumentare la Tasi perché, pur dichiarando il Governo che questa facoltà servirà ad aumentare le detrazioni a favore dei più bisognosi, in realtà é un modo surretizio per erogare maggiori risorse ai Comuni meno virtuosi». Aumenti tra 0,1 e 0,8 per mille «In materia di Tasi-Imu – si legge infatti in una nota di Palazzo Chigi – il governo ha deciso di presentare un emendamento al decreto Enti Locali così definito: ai Comuni sarà concessa per il 2014, esclusivamente allo scopo di deliberare a favore delle famiglie e dei ceti più deboli ulteriori detrazioni rispetto a quelle già previste dalla legge di stabilità, la possibilità di decidere un incremento delle aliquote al di sopra dei massimi attualmente consentiti».

Comuni liberi di decidere come ripartire aumento «Tale incremento, che non comporterà alcun aumento della pressione fiscale, sarà compreso tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille complessivo e i Comuni saranno liberi di decidere come ripartirlo tra le diverse basi imponibili».Fin qui la nota del Governo. Alla domanda se, date le ultime novità sulle aliquote Tasi, il conto 2014 potrebbe essere più salato per le famiglie, il ministro Saccomanni risponde: «No, penso di no».

Saccomanni: la tassazione sulla casa sarà federale La modifica della Iuc, con la possibilità per i Comuni di introdurre nuove detrazioni in favore delle famiglie grazie a un aumento dell’aliquota Tasi per il 2014, non arriverà dunque come emendamento del governo al Dl Imu-Bankitalia, come si pensava. «Nel 2013 c’è stato un forte sgravio fiscale sulla prima casa, pari a 4,5 miliardi. La mini-Imu è stata una necessità legata alla natura di autonomia decisionale dei Comuni sulla fissazione delle aliquote ma rimane un elemento modesto», spiega Saccomanni. «Abbiamo l’ obiettivo di rendere la tassazione sulla casa veramente di natura federale – aggiunge il ministro -, evitando di agire come quest’anno con una imposta decisa al centro ma gestita in periferia». Con questo decreto, conclude Saccomanni, «si chiude una vicenda complicata che certamente è stata di grande difficolta»’, anche sul fronte delle coperture.

Sul decreto enti locali prima lo stop della Commissione, poi il sì dell’Aula Il decreto enti locali ha visto in pochi minuti prima lo stop della Commissione Affari costituzionali del Senato – non ci sono i presupposti di costituzionalità – poi il via libera dell’Aula, che ha respinto con 111 sì e 159 no il parere di bocciatura.

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