15 Luglio 2024, lunedì
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Confcommercio: la riduzione della pressione fiscale è illusoria

Pressione fiscale salita al 44,3% nel 2013, un record assoluto, e previsione di un livello stabile ben oltre il 44% anche nel 2014. È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio studi Confcommercio sull’evoluzione del carico fiscale in Italia. Si tratta di uno scenario che, “per riavviare il processo di crescita, richiede più coraggio e più incisività nei tagli alla spesa pubblica e, soprattutto, politiche fiscali dal lato dell’offerta, a cominciare da una incisiva riduzione degli oneri fiscali che gravano sui fattori produttivi, primo fra tutti il lavoro. La riduzione del carico fiscale deve, dunque, essere l’obiettivo prioritario e irrinunciabile dell’azione di governo nel prossimo futuro. Non spostare o rimodulare, ma ridurre, semplicemente ridurre in modo certo, progressivo e sostenibile la pressione fiscale è l’esigenza fondamentale di lavoratori, imprese, pensionati. È il solo modo, questo, per rilanciare le forze produttive vitali, ben presenti nel nostro paese”, si legge nella nota. Nel 2013 il prelievo sotto forma di imposte e contributi previdenziali, spiega Confcommercio, è aumentato di circa 1,6 mld rispetto al 2012. Parimenti, nello stesso arco di tempo, il pil nominale ha subito una flessione di oltre 8,7 mld. Ne consegue che il rapporto aritmetico che esprime la pressione fiscale è salito nel 2013 al 44,3%, vale a dire tre decimi di punto in più rispetto al livello del 44% circa raggiunto nel 2012. Nel 2013 non c’è stato affatto l’avvio di un percorso di riduzione della pressione fiscale e si è assistito, invece, a parziali effetti redistributivi che modificano il mix del gettito tra le diverse categorie di contribuenti. Purtroppo, conclude Confcommercio, anche nel 2014 la riduzione della pressione fiscale è soltanto illusoria e il livello si manterrà sopra il 44,2%. Vale la pena di ricordare che la previsione governativa della pressione fiscale nel 2014 al 44,2% è compatibile con una crescita del pil reale dell’1%, un tasso di variazione che nelle attuali condizioni economiche del paese non sarà facile raggiungere.

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