23 Febbraio 2024, venerdì
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Dal 2007 il Sud ha perso 43,7 mld di pil e 600 mila posti di lavoro

In sei anni di crisi, dal 2007 al 2013, l’economia del Mezzogiorno ha perso 43,7 miliardi di euro di pil e 600 mila posti di lavoro, un numero quasi raddoppiato nell’ultimo anno. E’ quanto emerge dai dati Confindustria-Studi e ricerche per il Mezzogiorno pubblicati nel volume ”Check up Mezzogiorno”. Al centro di questa distruzione di ricchezza c’è una severa selezione della base imprenditoriale, che prosegue con andatura allarmante. Nei primi nove mesi del 2013, quasi 100 mila imprese meridionali hanno cessato la loro attività, a un ritmo di 366 cessazioni al giorno: ben 2.527 sono le aziende fallite. Confrontando, invece, aperture e cessazioni dal 2007 al 2013, si sono “perse” circa 30 mila imprese, di cui circa 15 mila solo nei primi 9 mesi del 2013. La disoccupazione ha raggiunto il 19,8%, quella giovanile interessa ormai un giovane su due. Tuttavia, alcuni segnali indicano che la caduta inizia a rallentare. Fra gli indici di speranza, sottolinea la ricerca, l’aumento delle società di capitali (+3,2% nel 2013) e il raddoppio delle imprese aderenti a contratti di rete. Il vero pericolo adesso è che si possa produrre nel 2014 una debole “ripresa senza occupazione”, in cui i posti di lavoro creati non sono sufficienti a compensare quelli perduti per effetto della ristrutturazione in atto.

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