15 Aprile 2024, lunedì
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A Roma dodicimila clochard «invisibili»

Lui si chiama Wainer Molteni. È un barbone, «perché le cose vanno chiamate con il loro nome», come ama ripetere. Ha scritto un libro «Io sono nessuno» (Baldini e Castoldi) e ha fondato qualche anno fa, l’associazione alla riscossa», una realtà associativa che si occupa di ricostruire un tessuto umano e lavorativo intorno ai senza fissa dimora,che complice la crisi, si moltiplicano nelle nostre città.
L’associazione attualmente ha aperto un mercatino del riuso a Massa e Cozzile in Toscana dove otto ex barboni sono diventati un caposaldo della comunità locale ( questa esperienza sarà raccontata su Radio Tre dal prossimo 30 dicembre nell’audio documentario «A passo d’uomo» di Elisabetta Ranieri).
I Clochard alla riscossa per arginare la poca attenzione e le scarse risorse delle amministrazioni locali, hanno ideato e lanciato in questi giorni la campagna di raccolta e donazione di sacchi a pelo, «un sacco di vita».
Wainer Molterni, chi sono oggi i nuovi clochard?
«Il mondo dei senzatetto è mutato radicalmente negli ultimi cinque anni,passando dal vecchio alcolista sdraiato sulla panchina,al giovane senza lavoro che per orgoglio non vuole dipendere dalla famiglia,al ludopatico cronico,al padre separato che non riesce a pagare gli alimenti, alle intere famiglie che vengono sfrattate per morosità quotidianamente. Un mondo variegato complice anche la crisi».
A Roma quanti sono i senzatetto?
«Nella Capitale ci sono circa dodicimila persone che vivono la dura condizione della vita di strada».
Come giudica il piano freddo messo in atto dal Comune di Roma?
«Il piano freddo capitolino non è assolutamente sufficiente,lo dimostra il fatto che ad oggi sono già morti quattro senzadimora e il freddo vero, quello che parte da metà Gennaio ,non è ancora arrivato. Noi stiamo correndo contro il tempo,facendo una distribuzione settimanale di sacchi a pelo ogni mercoledì sera alle 20.30 alla Stazione Tiburtina».
Come è nata e come si articola la campagna «Un sacco di vita?»
«È nata dall’esigenza di salvaguardare la sopravvivenza di oltre 50.000 senzatetto sparsi sul territorio nazionale.Notoriamente il sacco a pelo è l’unica sicurezza contro le temperature estreme che si palesano durante il periodo invernale,perchè previene l’umidità e coibenta all’interno la temperatura corporea. Si articola gestendo le centinaia di segnalazioni che quotidianamente ci arrivano,raccogliendo sacchi a pelo e offerte che ci permettono di acquistarli tramite una convenzione nazionale con il gruppo Decathlon.
In base alle segnalazioni noi portiamo i sacchi a pelo direttamente a quelle associazioni che operano sul territorio e che loro stessi distribuiscono. Ad oggi,siamo operativi a Roma,Milano,Firenze,Torino e Napoli, e stiamo lavorando per arrivare a Arezzo,La Spezia,Taranto,Bologna,Catania e Palermo».
A suo avviso, le tante lacune delle amministrazioni locali non sono ascrivibili ai tagli di bilancio e alla spendid rewiew?
«S ono assolutamente ascrivibili al taglio di bilancio,infatti è uso comune nella nazione,tagliare prima i fondi per il sociale non guardando ai tanti sprechi che si susseguono a ritmo serrato (su Roma guarderei ad esempio alla Nuvola di Fuksas)».
A vete scritto sia al Sindaco di Roma Ignazio Marino che a Papa Francesco, avete avuto risposte?
«Da Marino tutto tace,sembra più impegnato a dispensare sorrisi e a fare finta di prendere le botte durante il consiglio comunale. Dal Papa nemmeno, anche se forse, una smossa siamo riusciti a dargliela con il faxbombing dei giorni scorsi,infatti per il suo compleanno ha invitato quattro senzatetto a colazione.Non un gran che ma almeno comincia a vedere il problema senza paraocchi».
Voi avete criticato sia la giunta Pisapia che la giunta De Magistris, una sinistra tutta chiacchiere e pochi fatti sul sociale?
«Vorrei scindere le due critiche: verso Giuliano Pisapia è noto il nostro continuo richiamo e nel suo caso parlerei proprio di tanto fumo e niente arrosto.Basti pensare ai 2700 posti letto millantati dall’Assessorato alle Politiche Sociali di cui oltre la metà erano già occupati da senzatetto stanziali,mentre la giunta li sbandierava come posti per affrontare l’emergenza freddo e ora corre ai ripari aprendo nuovamente l’androne infernale chiamato «mezzanino della metropolitana».
«Per De Magistris,notiamo un impegno maggiore ma le casse vuote del Comune non permettono azioni maggiormente incisive.Diciamo che fanno quello che possono,e noi li supportiamo con i sacchi a pelo» .

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