20 Maggio 2024, lunedì
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Rottamate le cartelle esattoriali

Scatta la «mini-sanatoria» delle cartelle esattoriali: il termine e il versamento di quanto dovuto (la somma, cioè, iscritta a ruolo, esclusi i relativi interessi di mora e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo) vengono fissati al 28 febbraio 2014. In un’unica soluzione. E, per consentire tali operazioni, la riscossione rimane sospesa fino al 15 marzo. A deciderlo, ieri, la commissione bilancio di Montecitorio, durante le votazioni degli emendamenti presentati alla legge di stabilità, da oggi in aula; la correzione, voluta dal governo, interviene sulle scadenze della definizione agevolata delle cartelle che erano state disposte dai senatori, e porta così alla soppressione delle due rate del 30 giugno e 16 settembre, precedentemente concesse. Per le detrazioni sulla Tasi sull’abitazione principale arrivano 500 milioni, e un decreto del ministero dell’economia (entro il 31 gennaio prossimo) stabilirà la quota del contributo che spetta a ciascun comune. E, sempre sul versante tributario si accende il semaforo verde sul fondo per la riduzione del cuneo fiscale: l’iniziativa, che riguarderà, si legge, «in eguale misura» da un lato le aziende, i lavoratori autonomi e le piccolissime imprese in contabilità semplificata e, dall’altro, i dipendenti e i pensionati, sarà alimentata nel 2014 con i risparmi provenienti dalla spending review, «fermo restando il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica». In seguito, la copertura verrà «dalle maggiori entrate incassate rispetto a quanto previsto a legislazione vigente, derivanti dalle attività di contrasto all’evasione fiscale, al netto di quelle derivanti dall’attività di recupero fiscale svolta da regioni, province e comuni»; la modifica dispone, inoltre, che la manovra economica, «sentite le parti sociali, individua gli eventuali interventi di miglioramento degli strumenti di contrasto all’evasione fiscale e di razionalizzazione della spesa, i nuovi importi delle deduzioni e detrazioni» che applicano datori di lavoro e imprese, in modo tale da garantire «la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica».

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