8 Maggio 2021, sabato
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Luigi De Fanis, segretaria fa sesso con lui 1 volta a settimana. Per contratto

Fare sesso con il proprio capo una volta a settimana e ricevere un forfait di 3mila euro al mese. Questo il contratto tra Luigi De Fanis, esponente del Pdl e assessore alla cultura della Regione Abruzzo, e la sua segretaria. “Mi ha costretto, non ho potuto rifiutare”, ha dichiarato la donna, che dice di essersi messa in aspettativa per poter lavorare con De Fanis da un posto a tempo indeterminato e di essere iscritta al Pd.
Giuseppe Caporale su Repubblica scrive:
“La donna doveva “stare insieme” all’assessore – è scritto testualmente nel documento – almeno quattro volte in un mese. Per fare “l’amore”. Così è riportato nell’accordo in vigore da diversi mesi. Tutto avveniva in cambio di denaro: trentaseimila euro annui.
E lei, 32 anni, giovane e avvenente componente dello staff di De Fanis, che già aveva ottenuto da lui l’incarico di componente della sua segretaria particolare (da 1.200 euro al mese) per altro senza vincere nessun concorso, quell’ulteriore contratto – questa volta sessuale – lo aveva firmato. E ne teneva una copia in casa”.
Il contratto è stato scoperto dalla polizia durante una perquisizione nella casa della donna, indagata dalla Procura di Pescara con l’accusa di essere complice dell’assessore De Fanis nel chiedere tangenti. Inutile che abbia strappato il contratto in mille pezzi, gli agenti l’hanno notato e sequestrato:
“Ci sono poi volute alcune settimane per rimettere insieme i pezzi e valutare con attenzione il contenuto di quella “prova” e il suo reale significato. E la scoperta è stata sorprendente. La conferma è poi arrivata, pochi giorni fa, dalla stessa segretaria, durante il suo ultimo interrogatorio. Incalzata dalle domande del pm Giuseppe Bellelli ha chiarito la natura di quel contratto. “L’assessore era ossessionato da me… – ha messo a verbale – mi ha costretto a firmarlo. Io non ho potuto rifiutare. Ho avuto paura…” questa è stata la sua difesa. La sua spiegazione”.
La segretaria ai pm racconta:
“Io avevo un lavoro nella sanità a tempo indeterminato ma, in quel periodo mi trovavo in una situazione particolare perché mia madre stava male. È stato De Fanis a propormi di fare la sua segretaria. Mi misi in aspettativa e accettai il lavoro perché avrei potuto gestire meglio i miei problemi perché dovevo lavorare per 3 giorni. De Fanis mi propose il lavoro, anche se non ho mai partecipato alle sue campagne elettorali, anzi io ho la tessera del Pd… “. Il secondo contratto è stato poi un passaggio obbligato, ha spiegato.
De Fanis, che non sapeva di essere intercettato, le diceva:
“Vai a timbrare, poi esci e vai a farti bella…. ” le diceva De Fanis al telefono senza sapere di essere intercettato “poi ritorni e timbri. Basta che fai quattr’ore… Chi ti conta la jurnata… capit?”.
Timbrare ed uscire per faccende personali, dice la segretaria, era una consuetudine in Regione Abruzzo:
“In Regione è una consuetudine timbrare e uscire per faccende personali – si è difesa la segretaria – Quando sono entrata lì nell’ottobre 2012 in molti facevano così. Io partecipavo a missioni, a riunioni esterne. Una volta sola sono andata dall’estetista. Anche i miei colleghi si comportavano così e non credevo di fare nulla di male…Ora la mia vita è un incubo. Non vado più in giro per il mio paese. Ricevo telefonate anonime, gente che mi vuole incontrare, che mi insulta. L’impatto dell’arresto sulla mia vita è stato devastante, perché sono mamma di una bambina piccola”.
Ora l’assessore De Fanis dovrà rispondere anche di peculato, conclude Caporale:
“come è scritto nelle carte dell’inchiesta avrebbe “utilizzato con la segretaria la macchina della Regione per viaggi privati a Roma e a Bologna dissimulando le finalità esclusivamente personali dietro la finalità istituzionale”.

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