5 Marzo 2024, martedì
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Lombardia cancella Equitalia, le tasse le riscuote la Regione

Per la riscossione dei tributi regionali la Lombardia non si affiderà più, dal primo gennaio prossimo, a Equitalia. Sarà la stessa Regione a farlo, perché l’amministrazione di centrodestra guidata dal leghista Roberto Maroni vuole separarsi da un ente considerato “vessatorio” e offrire, invece, un servizio annunciato come più “vicino ai cittadini”. La Giunta ha approvato la prima delibera. E la volontà politica è di sostituirsi anche nella riscossione di quelli statali, ma ci vorrà tempo. I tributi regionali in Lombardia hanno un gettito annuo di circa 1,2 miliardi.
“Dal primo gennaio – spiega l’assessore Massimo Garavaglia, ex senatore leghista, al quale Maroni ha affidato la cassaforte della Lombardia – farà tutto la Regione e ci toglieremo finalmente dalle scatole Equitalia”. In sostanza, precisa, “i nostri uffici facevano già buona parte del lavoro: si tratterà di uno sforzo organizzativo in più ma pensiamo di avere risultati migliori e più efficienti”.

Una nota diffusa dall’ufficio stampa della Regione spiega che si è “deciso di estendere il governo del processo tributario anche all’ultima fase del recupero coattivo dei crediti”. Il nuovo modello, insomma, è chiamato a
“tenere in dovuta considerazione le reali condizioni economico-patrimoniali dei cittadini, distinguendo i soggetti che volutamente evadono, danneggiando la collettività, da quelli che sono in situazione di effettiva difficoltà”.
Nella seconda fase,
“entro il prossimo anno – dice l’assessore all’Economia – pensiamo di predisporre un servizio di riscossione dei tributi locali in modo tale che gli enti locali possano scegliere”.
Ultima fase, quella delle tasse nazionali.
“Cercheremo – conclude – di dare anche questo servizio di riscossione dei tributi statali, tratteremo con lo Stato”. Soddisfatto il presidente della Regione. “Saranno ridotti i costi per i cittadini – ha sostenuto Maroni – e ci sarà un modo di procedere più umano che tiene conto delle condizioni anche di difficoltà in cui versano i cittadini contribuenti: vogliamo un rapporto corretto con chi paga le tasse”. Dal Pd, principale forza di opposizione, l’accusa di spacciare per rivoluzione ciò che rivoluzione “non è”.

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