25 Febbraio 2024, domenica
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Pd: tessere ai fascisti nelle sezioni della periferia romana

Anche a Tor Bella Monaca, Prenestino, Borgata Finocchio, Borghesiana, insomma in tutta la periferia sud-est di Roma, ci sono stati casi delle tessere gonfiate del Pd, denunciate dagli stessi militanti.
E durante le votazioni per i segretari e i delegati un vecchio signore avrebbe ammesso davanti al garante: “Signo’ io sto qua pe’ fa’ un piacere e so’ pure fascista”.
Scrive Lorenzo D’Albergo su Repubblica Roma:
“Dibattiti deserti, ma urne prese d’assalto. Nei circoli Pd del Municipio VI, periferia est di Roma, le votazioni per scegliere i nuovi segretari di sezione e i delegati per l’elezione del segretario della federazione romana si sono trasformate in un incubo per i militanti storici. È storia di una settimana fa ed ora, nei ricorsi inviati alla commissione di garanzia, si legge di voti comprati, intimidazioni e boom sospetti di iscrizioni.
Secondo chi ha presentato le denunce, a gestire il gioco sarebbe il presidente del Municipio Marco Scipioni. «Ha piazzato tutti i suoi protetti — dice Doriana Mastropietro della sezione di Tor Bella Monaca — creando una parentopoli nei circoli Pd e assicurandosi il controllo dei delegati ». «Al villaggio Breda — racconta Manuele Petri — sono arrivate 84 nuove richieste solo il 5 novembre. Queste persone hanno votato in un’urna separata e i risultati provano che la consultazione è inquinata. Giuntella ha preso il 75 per cento dei voti, mentre il candidato segnalato dal presidente del Municipio è arrivato al 96 per cento».
Qualcuno si spinge oltre le statistiche e si dice pronto a testimoniare di aver assistito alla compravendita di voti. «Una nostra iscritta — assicura Enzo Lo Giudice del circolo Finocchio-Borghesiana — ha denunciato di aver visto foglietti con prestampati i nomi di Ferri (candidato alla segreteria della sezione-ndr), Giuntella e Cuperlo. E alcuni dei nuovi tesserati affermavano di aver ricevuto 20 euro per la loro preferenza».
Poi c’è il caso del circolo Versante Prenestino: «Dopo le minacce ricevute al telefono da un uomo che continuava a ripetere “ci prendiamo tutti” — racconta Valeria Sipari — avevamo annullato il congresso. Ma qualcuno che non conosciamo ha votato lo stesso in una stanza del Comune». Non è finita: «Un 86enne — dice Doriana Mastropietro — è uscito fuori dalla fila e prima di iscriversi mi ha detto candidamente: “Signo’ io sto qua pe’ fa’ un piacere e so’ pure fascista”. Ho stracciato la sua tessera davanti al garante. Mai e poi mai lo avrei fatto votare»”.

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