15 Aprile 2024, lunedì
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Vecchi elettrodomestici, il tesoro dimenticato nelle case degli italiani

Fino a 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e oltre 3 kg tra rame e alluminio. È la miniera di materiali che si nasconde in ogni frigorifero non funzionante o dismesso. Peccato però che ancora oggi nelle case italiane ci siano in media otto elettrodomestici, tra grandi e piccoli (dai condizionatori portatili alle asciugatrici, dai boiler elettrici alle pianole, dai videoregistratori a friggitrici e tostapane), non funzionanti o non più in uso, per un totale di circa 200 milioni di pezzi. Un vero e proprio tesoro nascosto e dimenticato nei cassetti, in garage o in cantina. Lo sa bene Ecodom, il primo consorzio italiano nella gestione dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), che nel corso del 2012 ha recuperato e reinserito nei processi produttivi 62 mila tonnellate di materie prime seconde: al primo posto il ferro (oltre 44 mila tonnellate), seguito da plastica (7 mila tonnellate), rame (2 mila tonnellate) e alluminio (1.700 tonnellate). L’utilizzo delle materie prime ottenute ha consentito un risparmio energetico di circa 272.215 Giga Joule, pari al consumo annuo della popolazione della città di Viterbo (66 mila persone). Per ricordare l’importanza del corretto trattamento dei Raee, Ecodom ha presentato oggi l’iniziativa Garage Story, che intende enfatizzare i dieci profili di chi non riesce a liberarsi dei vecchi elettrodomestici (dal disinteressato all’accumulatore, dal disinformato al pigro) delineati da un’indagine commissionata da Ecodom alla Doxa. «Con soli 4 kg pro capite annui di Raee correttamente trattati, l’Italia si colloca oggi appena al 16esimo posto della graduatoria europea ed è lontanissima dagli obiettivi di raccolta stabiliti dalla nuova direttiva comunitaria sui Raee.

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