29 Febbraio 2024, giovedì
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No al congresso o il Pdl si spaccherà

O il tandem Silvio Berlusconi-Angelino Alfano o il diluvio, cioè la scissione. Fabrizio Cicchitto, esponente di punta della colombe che hanno aiutato il segretario del Pdl Angelino Alfano a mettere in sostanziale minoranza politica, anche se non numerica, i falchi (o lealisti) raccolti intorno al Cavaliere, detta a Raffaele Fitto, che vuole l’azzeramento delle cariche e la convocazione immediata di un congresso, le sue condizioni per evitare la nascita di una nuova formazione: “La combinazione ottimale è il binomio Berlusconi-Alfano”, ha detto al Corriere della sera. “ Combinando la presenza dell’uno e dell’altro riusciremo ad avere, quando ci saranno le elezioni, una capacità concorrenziale  rispetto a Renzi”.

Berlusconi, qualora proponesse in modo esplicito il binomio in un quadro di rinnovata unità, potrebbe sbloccare questa situazione di impasse.  Altrimenti, e lo dico  a malincuore, meglio avere due partiti, uno moderato l’altro movimentista, federati fra loro e con altri movimenti del centrodestra che non un partito bloccato da una conflittualità cieca”.       Una posizione condivisa dal ministro delle riforme Gaetano Quagliariello, che ha detto: “Berlusconi e Alfano non sono incompatibili, ma è venuta meno la possibilità che Berlusconi sia il concorrente di Renzi nel 2015. L’unico leader che può convivere nel centrodestra con la leadership di Berlusconi è Alfano e in ogni caso è meglio fare due partiti piuttosto che correre il rischio del litigio permanente”. Quagliariello ha messo in evidenza la propria “incompatibilità politica” con falchi come “Denis Verdini e Daniela Santanchè”. E ha concluso: “Se la nuova Forza Italia sarà quella io non ci sarò”.

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