15 Maggio 2021, sabato
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La Svizzera veste i panni di Robin Hood: prelievo forzoso sui ricchi per aiutare i disoccupati

Chissà chi tra John Maynard Keynes e Friedrich Von Hayek sarebbe contento nel conoscere l’ultima trovata che arriva dalla piccola Svizzera. Dal 2014 entrerà nei 26 cantoni del Paese elvetico una riforma che promette di far discutere anche altrove. Dal prossimo gennaio partirà il prelievo forzoso dell’1% sui redditi superiori a 250mila euro. L’obiettivo è cercare di rifinanziare il fondo che funge da ammortizzare per i disoccupati che in questo momento naviga a vista, con un buco da 4 miliardi.

Il Governo punta a riportare i conti in ordine del fondo assicurativo a tutela dei “senza lavoro” nel giro dei prossimi 15 anni. E per questo chiede una mano ai ricchi. Una politica opposta al trickle-down (mettere i ricchi nelle condizioni di fare più utili perché poi questi a cascata arriveranno anche ai più poveri) tipica dell’impostazione economica neo-liberale.

Il fondo assicurativo ha incrementato il passivo negli ultimi anni, complice l’aumento del tasso di disoccupazione che attualmente viaggia al 3%. Un tasso straordinariamente basso se confrontato con il 12% italiano ed europeo ma oltre tre volte superiore rispetto al tasso a cui gli svizzeri sono stati abituati prima della crisi degli anni ’90 (inferiore all’1%).

E adesso lo Stato chiede una mano ai ricchi per riportare i conti in ordine e, allo stesso tempo, garantire la pace sociale.

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