12 Maggio 2021, mercoledì
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Il Nobel spettava anche a loro

Se non indugiamo sulla recriminazione lo dobbiamo proprio a loro, gli scienziati italiani trascurati dalla giuria del Premio Nobel, che hanno brindato al riconoscimento morale al loro lavoro nonostante che il premio effettivo e il milioncino di euro che tanto li avrebbe aiutati a continuare il loro lavoro sia andato agli ottuagenari di cui hanno validato la teoria matematica elaborata cinquant’anni fa.

Sono oltre 600 i ricercatori italiani che hanno contribuito alla conferma delle teorie di Peter Higgs con il loro lavoro all’Lhc di Ginevra e volendo individuare dei nomi a essere premiati avrebbero potuto benissimo essere Fabiola Gianotti e Guido Tonelli, a capo rispettivamente di Atlas e di Cms, i due esperimenti che sono riusciti a fotografare la famosa particella.

Vale la pena a questo punto sfidare l’accusa di paranoia per ricordare l’amarezza del 2008, quando il Nobel per la fisica andò a due ricercatori giapponesi e un americano, «snobbando» l’italiano Nicola Cabibbo, autore delle teorie che i tre premiati avevano solo elaborato. Si disse all’epoca che Cabibbo, morto due anni dopo, pagava lo scotto di essere membro dell’Accademia Pontificia delle Scienze: forse una contraddizione in termini per chi, in Nord Europa, non accetta di riscontrare un’eccellenza nel campo delle scienze razionali all’Italia, da loro unita agli altri Paesi cattolici/ortodossi giustappunto sotto l’acronimo «Piigs».

Oggi questa Italia, sede di una tradizione scientifica che va da Fibonacci, matematico del XI secolo, alla Montalcini, il primo Paese a dare una cattedra universitaria a una donna, la biologa Laura Bassi, nel 1732, il Paese di Fermi e della scuola di via Panisperna, il Paese del Nobel per il lavoro sui polimeri, si vanta di primati di segno contrario, quale l’essere il primo e tuttora unico Paese del mondo ad avere chiuso, non solo a parole, con l’energia nucleare. Se ne parliamo, se deploriamo i tagli alla ricerca arrivati a smorzare gli entusiasmi all’indomani stesso della scoperta del bosone di Higgs nel 2012, se ci domandiamo in quale altro Paese i test confermativi della fusione «a freddo» italiana, che promette calore abbondante, a poco prezzo e non inquinante, sarebbero ignorati dalla grande stampa, è perché immaginare il futuro di questo Paese limitato solo al mangiare e alla moda significa tradirne la storia e il futuro dei nostri figli.

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