29 Febbraio 2024, giovedì
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Ferrovie-PosteFintecna per salvare Alitalia

Prima le Ferrovie, ipotesi  prima smentita e poi tornata in ballo, ora le Poste. Il governo le tenta tutte pur di salvare Alitalia dal default e secondo quanto riporta il Messaggero ieri sarebbe stato il numero uno del colosso pubblico Massimo Sarmi a entrare in scena nella complessa operazione che dovrebbe portare alla compagnia già di bandiera capitali freschi per 500 milioni di euro. Una cifra necessaria per garantire la continuità aziendale e per impedire quindi che l’Enac guidato da Vito Riggio si veda costretto a ritirale la licenza di volo e a sostituirla con una autorizzazione provvisoria soggetta a continue verifiche. E soprattutto, una somma da trovare in fretta, prima che i fornitori, primo tra tutti l’Eni che pompa il suo carburante nei velivoli Alitalia, decidano di interrompere i rapporti con l’azienda. Ecco perché il premier, Enrico Letta, ha preso direttamente nelle sue mani il dossier e ha avviato sondaggi tra i potenziali partner pubblici chiamati a intervenire con 150 milioni di euro.

La chiamata in causa delle Poste dovrebbe  facilitare, nelle intenzioni del governo, la partecipazione delle banche all’operazione. Quanto alle Ferrovie, è rientrata in ballo insieme con un altro socio potenziale, Fintecna,  e all’altro potenziale socio pubblico, Fintecna , dopo un vertice che si è svolto con Letta mercoledì sera, quando il premier ha deciso di tentare ancora una volta di mantenere Alitalia in mani italiane. Così, anche Ferrovie, tramite l’amministratore delegato Mauro Moretti, si è detta disponibile: “Siamo un’impresa italiana e diamo contributi a tutti, in base ai limiti delle nostre possibilità, che sono tanti”.

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