22 Febbraio 2024, giovedì
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Controriforma forense

Dei quasi quaranta regolamenti attuativi necessari per dare contenuto concreto alla riforma forense varata con la legge 247 del 2012, ne sono stati approvati cinque, tutti di competenza del Consiglio nazionale forense.  Il ministero della giustizia, che deve prepararne una quindicina, è ancora a quota zero.

Una riforma che aveva fatto esultare gli avvocati, approvata al fotofinish, addirittura nell’ultima sessione utile della scorsa legislatura, rischia di trasformarsi in un boomerang. Perché le deleghe ad emanare i provvedimenti attuativi hanno una scadenza, e in alcuni casi i tempi sono già finiti lasciando la categoria in mezzo al guado. E’ il caso del provvedimento sulle società tra avvocati. Secondo il Consiglio nazionale forense la scadenza della delega ha come effetto quello di far riviere la disciplina precedente, cioè le regole del 2001 che escludevano i soci di capitali. Ma secondo il ministero l’effetto è completamente diverso: si applicherebbero infatti agli avvocati le regole generali applicate dagli altri professionisti, con la possibilità, quindi, di costituire società di capitali con la presenza di soci di capitali. Un caos completo.

 

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