15 Maggio 2021, sabato
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Pdl verso la rottura. Letta verso la fiducia

Verso la rottura. E soprattutto, verso la fiducia al governo Letta. Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, rischia di ritrovarsi alla testa di un piccolo partito e fuori da un esecutivo che, numeri alla mano, domani potrebbe ricevere la fiducia dal parlamento. Sì, perché dopo i numerosi vertici, faccia a faccia, mediazioni, trattative e quant’altro di questi giorni, oggi le colombe del Pdl hanno tirato fuori l’asso nella manica: il Pdl, ha annunciato il segretario e vicepremier Angelino Alfano, voterà la fiducia a Letta e sarebbero più di 40, ha annunciato Carlo Giovanardi, senatore del Pdl, gli esponenti del partito azzurro a Palazzo Madama che non seguiranno il Cavaliere nella sua ultima avventura politica. “Faremo un nuovo gruppo parlamentare, abbiamo i numeri e gli scissionisti sono loro (cioè i parlamentari che entreranno in Forza Italia, ndr)”, ha dichiarato. “Anzi, bisognerà vedere se sono abbastanza per costituire un nuovo gruppo”, ha concluso. Certo, sono molti i parlamentari che hanno confermato la loro fedeltà a Berlusconi, che con una Lettera a Tempi ha spiegato perché non intende arretrare sulla strada della crisi. Peccato per il Cavaliere che Enrico Letta, dopo un incontro-tregua con Matteo Renzi e innumerevoli altri colloqui, abbia fatto sapere tramite il ministro dei rapporti con il parlamento, Enrico Franceschini che il tempo delle trattative è scaduto e che quindi il governo chiederà la fiducia su un programma che, come ha fatto sapere il capo dello stato Giorgio Napolitano, avrà come orizzonte temporale l’intero 2014. E peccato per Berlusconi che Alfano, con la sua dichiarazione di fiducia al governo Letta, abbia dimostrato di possedere quel “quid” a suo tempo non riconosciuto dal leader di Forza Italia. Che a questo punto, mentre le dimissioni “irrevocabili” dei ministri Pdl sono state respinte da Letta, rilancia la candidatura della figlia Marina alla guida del suo partito personale. A ufficializzare la frattura che con ogni probabilità condurrà Letta alla riconferma a palazzo Chigi sono le parole con le quali Daniela Santanché si è rivolta ad Angelino Alfano. “Mi risulta che il segretario Alfano ha chiesto la mia testa come condizione per mantenere l’unità del Pdl-Forza Italia”, ha detto la cosiddetta pitonessa nel corso di un vertice mattutino a palazzo Grazioli. “Detto che ciò dimostra la strumentalità della protesta in corso da parte dei nostri ministri dimissionari, non voglio offrire alibi a manovre oscure e pericolose”, ha affermato, in una dichiarazione.

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