11 Aprile 2021, domenica
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Dura lex sed lex, altrimenti è disordine

di Michele Imperio

legge uguale per tutti Dicevano i romani: dura lex sed lex. Tradotto: la legge va applicata secondo la sua giusta interpretazione che piaccia o no altrimenti si crea disordine.
E infatti la legge Severino non è stata applicata secondo la sua retta interpretazione e puntualmente arriva il disordine.
A Berlusconi non interessa più nulla di questo governo se il Pd voterà la sua illegittima decadenza e non crede più a nessuno. Non si fida più nemmeno di Giorgio Napolitano il quale, a suo dire, gli avrebbe promesso un ammorbidimento dei senatori in giunta, lo avrebbe difeso contro le «toghe rosse» e i magistrati della Cassazione, ma poi – di fatto – non ha mosso un dito per lui.

In effetti l’atteggiamento di Giorgio Napolitano in questa vicenda come in altre vicende del passato (stragi e trattativa) è stato molto ambiguo. stato mafiaCome questo giornale ha più volte detto e come i fatti di questi giorni stanno confermando, è in atto una vendetta dei Poteri Forti Internazionali più atalantisti contro Silvio Belrusconi (come politico) e contro Emilio Riva (come imprenditore) per aver aderito a un progetto di un grande gasdotto russo favorevole agli interessi russi ma contrario agli interessi americani e quindi per aver i due (Berlusconi e Riva) manifestato indaffidibilità internazionale sotto l’aspetto del filoatlantismo, nudo e puro. Vedi: http://lanotteonline.com/2013/09/14/la-vera-storia-dellilva-di-taranto-quella-che-sta-facendo-crollare-il-comparto-italiano-dellacciaio/
Napolitano ha detto di voler prendere le difese sia di Berlusconi che di Riva (“non mi fate dimettere perchè ci sono quelli che vi vogliono asfaltare”). Però mentre per Riva Napolitano si è effettivamente speso un po’ per Berlusconi non ha mosso un dito. Solo ammonimenti, reprimende, minacce e da ultimo perfino insulti (eversivo).
Ma quando mai si è visto che un capo dello stato chiama eversivo un ex capo del governo e tuttora leader del secondo partito di magioranza!
L’attuale premier Enrico Letta, a conferma della sua bassa statura politica e della sua appartenenza ai settori più ambigui e più giustizialisti del suo partito, dice di condividere le parole di Napolitano continua a esternare la sua assurda tesi per cui il PDL deve tenere distinte le vicende di Silvio Berlusconi da quelle del partito e quindi mette ancora più carne al fuoco. Decisamente un minus habens!

Silvio Berlusconi non spera più in un ravvedimento degli alleati/nemici che vogliono cacciarlo dal Parlamento e teme che qualche P.M. voglia arrestarlo come ha già fatto per Riva e per Ligresti.berlusconi carcere
Ecco quindi il disordine sotto le forme di “muoia Sansone con tutti i filistei”. Parlamento paralizzato, dimissioni di tutti i senatori e i deputati del PDL, elezioni anticipate con un sistema elettorale non ancora riformato, che potrebbe riproporre maggioranze diverse nei due rami del Parlamento.
Tutta questa situazione è anche la conseguenza della assenza ai vertici dello Stato di un soggetto che sappia essere al di sopra delle parti e sappia rappresentare l’unità nazionale. D’altra parte a quella età……………….Se oggi presidente della repubblica fosse stato per esempio un Franco Marini o un Luciano Violante, tutto questo non sarebbe successo.

Le cronache dicono che proprio lo sproloquio di Napolitano nell’ultima sua nota ha irritato ancor di più Silvio Berlusconi il quale ora considera l’inquilino del Quirinale un uomo di parte, «scorretto, inaffidabile» e che “non ha voluto muovere un dito a suo favore”.

Il disordine che si sta creando in questi giorni si ritorcerà sicuramente a danno di chi l’ha provocato, ossia il P.D. E’ inutile dire – come fanno gli esponenti del P.D. – che loro non hanno fatto altro che applicare la legge nello Stato di diritto perché quelli che sanno un po’ di legge capiscono benissimo che dal punto di vista giuridico la legge Severino non era retroattiva e quindi non era applicabile al caso Berlusconi oltre ad avere forti profili di incostituzionalità che andavano mandati al vaglio della Corte Costituzionale. Eppoi anche dal punto di vista politico che senso per un partito schierarsi su una questione giuridicamente controversa con il partito di opposizione M5S pur di far decadere da senatore il leader del partito alleato di governo che li aiuta a sostenere il governo?.

Il P.D. ha quindi mostrato ancora una volta di essere un partito schizofrenico, inaffidabile, incapace di dominare le proprie istanze giustizialiste e di gestire la scena politica e che non sa valutare nemmeno le conseguenze delle proprie iniziative politiche.

Ah dimenticavo! E che non conosce nemmeno il principio basilare proposto dai romani agli antipodi della politica: dura lex sed lex.

Michele Imperio

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