6 Novembre 2026, venerdì
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Criminalità giovanile, 644 arresti in due settimane: 69 sono minorenni. Sequestrati quasi 70 chili di cocaina e un arsenale di armi

Dalle aree dello spaccio ai luoghi della movida, fino ai reati contro la persona e il patrimonio: l’operazione nazionale della Polizia di Stato coinvolge oltre 236 mila giovani controllati. Altre 1.695 persone denunciate, 373 delle quali minorenni. Recuperati contanti, refurtiva, armi da fuoco, coltelli e ordigni esplosivi. Meloni: «Un risultato importante, lo Stato c’è».

Seicentoquarantaquattro arresti in appena due settimane, 69 dei quali riguardano minorenni. È il bilancio di una vasta operazione nazionale di contrasto alla criminalità giovanile condotta dalla Polizia di Stato attraverso le 106 Squadre mobili presenti sul territorio e coordinata dalle Questure. Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno complesso, nel quale si intrecciano violenza, reati predatori, traffico di stupefacenti, disponibilità di armi e forme di aggregazione criminale sempre più spesso alimentate anche dalla visibilità conquistata sui social network.

L’intervento ha interessato l’intero territorio nazionale, con un’attenzione particolare alle aree considerate maggiormente esposte a fenomeni di illegalità, dai quartieri caratterizzati dallo spaccio di droga ai luoghi della movida, dove la concentrazione di giovani e la frequentazione notturna possono diventare terreno fertile per episodi di violenza e attività illecite.

Nel complesso sono stati controllati 236.138 giovani, tra cui 23.060 minorenni. Un’attività capillare di prevenzione e repressione che ha portato all’arresto di 575 maggiorenni e 69 minorenni, ritenuti coinvolti in diverse tipologie di reato, dai delitti contro la persona e il patrimonio fino alle violazioni della normativa sulle sostanze stupefacenti.

A questi numeri si aggiungono 1.695 persone denunciate in stato di libertà, tra cui 373 minorenni. Le contestazioni riguardano, tra l’altro, ricettazione, possesso illegale di armi e strumenti atti a offendere e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Violenza, rapine e intimidazioni: il volto della criminalità giovanile

Il quadro emerso dall’attività investigativa evidenzia una pluralità di condotte criminali, spesso caratterizzate da una preoccupante componente di aggressività. Tra i reati riscontrati figurano tentati omicidi, lesioni personali, risse, danneggiamenti, estorsioni, furti e rapine, oltre allo spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope e alla detenzione illegale di armi.

Un elemento che merita particolare attenzione riguarda la dimensione pubblica assunta da alcuni di questi comportamenti. Diverse condotte criminali, infatti, venivano documentate e successivamente esibite dagli stessi protagonisti attraverso i social network. Una dinamica che aggiunge alla commissione del reato una componente di ostentazione, nella quale la violenza può trasformarsi in uno strumento di riconoscimento all’interno del gruppo e in un mezzo per conquistare visibilità.

Non si tratta soltanto di episodi isolati di microcriminalità. La varietà dei reati contestati e la presenza di gruppi coinvolti in attività illecite restituiscono uno scenario nel quale convivono aggressioni, intimidazioni, attività di spaccio e disponibilità di strumenti potenzialmente letali. Un insieme di fenomeni che richiede un’azione di controllo costante, ma anche un’analisi approfondita delle dinamiche sociali e culturali che favoriscono il coinvolgimento dei più giovani.

Droga, sequestrati 69,4 chili di cocaina e oltre 174 chili di cannabinoidi

Particolarmente rilevante il quantitativo di sostanze stupefacenti sottratto ai circuiti illegali durante le operazioni. Il sequestro più consistente riguarda la cocaina, con 69,4 chilogrammi recuperati. A questi si aggiungono 328,44 grammi di eroina e ben 174,8 chilogrammi di cannabinoidi.

Nel corso degli interventi sono stati inoltre sequestrati quantitativi più contenuti di altre sostanze, tra cui ecstasy, ketamina e anfetamine, oltre a capsule di Lyrica e benzodiazepine.

Un insieme di sequestri che evidenzia la varietà delle sostanze presenti nei circuiti dello spaccio e la necessità di contrastare un mercato che non si limita alle droghe tradizionali, ma comprende anche preparati e medicinali che possono essere utilizzati in modo improprio e illegale.

Armi da fuoco, coltelli e ordigni: sequestrato un vero e proprio arsenale

Ancora più significativo il materiale recuperato durante le perquisizioni. Gli investigatori hanno sequestrato 28 armi da fuoco, tra pistole e armi lunghe, 210 armi bianche e altri 25 oggetti classificati come strumenti atti a offendere.

Tra questi ultimi figurano sei cacciavite, due mazze da baseball, due bastoni sfollagente telescopici, due pistole soft air, una pistola semiautomatica a salve, una pistola giocattolo, sei spray al peperoncino, due tirapugni e un tagliabalsa. Nel materiale sequestrato sono stati inoltre trovati due passamontagna.

A destare particolare preoccupazione è anche il recupero di numerosi ordigni esplosivi e batterie di tubi monocolpo, insieme a bombolette di spray urticante, taglierini e strumenti destinati allo scasso.

La disponibilità di un simile assortimento di armi e oggetti offensivi rappresenta un aspetto particolarmente delicato dell’intera operazione. Non soltanto per la potenziale pericolosità dei singoli strumenti, ma soprattutto per il rischio che possano essere utilizzati in contesti di conflittualità tra gruppi, aggressioni e attività criminali organizzate.

Recuperati contanti e refurtiva: quasi 270 mila euro sequestrati

Le perquisizioni hanno consentito anche di recuperare numerosi beni ritenuti provento di furto. Tra gli oggetti rinvenuti figurano collane d’oro, tablet, telefoni cellulari e capi di abbigliamento.

Importante anche il quantitativo di denaro contante sequestrato: 269.863 euro. Una somma che si aggiunge al materiale sottratto ai circuiti illegali e che costituisce un ulteriore elemento degli accertamenti condotti dagli investigatori.

Il bilancio complessivo dell’operazione restituisce dunque la fotografia di un’attività di contrasto che ha agito su più livelli: dalla prevenzione attraverso i controlli sul territorio alle indagini sui singoli episodi criminali, fino al recupero di armi, stupefacenti, denaro e beni di provenienza illecita.

Meloni: «Un risultato importante, lo Stato c’è»

All’esito dell’operazione è arrivato il commento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Polizia di Stato e dalle articolazioni territoriali impegnate nell’attività.

«Desidero esprimere il mio apprezzamento e la mia gratitudine alla Polizia di Stato per la vasta operazione condotta su tutto il territorio nazionale contro la criminalità giovanile, che ha portato a centinaia di arresti, migliaia di denunce e al sequestro di ingenti quantitativi di droga e armi», ha dichiarato la premier.

Meloni ha quindi sottolineato il valore dell’intervento sul piano della sicurezza pubblica: «Un risultato importante, frutto di un lavoro straordinario di prevenzione, controllo e contrasto all’illegalità, che conferma l’impegno quotidiano delle nostre Forze dell’Ordine per garantire sicurezza ai cittadini e restituire legalità ai territori».

I numeri dell’operazione rappresentano indubbiamente un segnale significativo sul fronte del contrasto alla criminalità giovanile. Ma, al di là della dimensione repressiva, pongono anche una questione più ampia: come impedire che la violenza diventi un linguaggio ordinario tra i più giovani e che il possesso di armi, lo spaccio e le intimidazioni si trasformino in strumenti di affermazione personale e di appartenenza al gruppo?

La risposta non può esaurirsi nell’attività delle forze di polizia, per quanto indispensabile. Il presidio del territorio e la certezza dell’intervento rappresentano condizioni fondamentali per garantire sicurezza, ma la prevenzione richiede anche un impegno condiviso delle istituzioni, delle famiglie, della scuola e delle realtà educative.

Perché dietro i 644 arresti e le 2.339 persone denunciate complessivamente si intravede un problema che va oltre il singolo episodio criminale: la necessità di intervenire sulle condizioni che favoriscono l’avvicinamento dei giovani alla violenza e all’illegalità. La repressione colpisce chi commette reati, la prevenzione deve impedire che altri imbocchino la stessa strada.

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