24 Ottobre 2026, sabato
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Carabinieri, 400 posti da maresciallo per laureati: il concorso che porta la laurea in caserma

Per la prima volta nella storia dell’Arma un concorso straordinario è riservato a giovani laureati in ambito scientifico, umanistico, sanitario e ambientale. Domande online entro trenta giorni. Ma prima di indossare la divisa, tra scritti, prove fisiche e accertamenti, ci sarà da superare più di un esame.

La laurea non basta. Ma, per una volta, può servire anche a entrare in caserma.

Da oggi prende ufficialmente il via il primo concorso straordinario nella storia dell’Arma dei Carabinieri destinato al reclutamento di 400 allievi Marescialli in possesso di una laurea. Una novità che prova a intercettare un patrimonio di competenze finora rimasto prevalentemente fuori dai tradizionali percorsi di accesso al ruolo.

Le aree interessate sono quattro e fotografano un’Arma che, accanto alle funzioni più tradizionali, ha sempre più bisogno di professionalità specialistiche: scientifica, umanistica, sanitaria e ambientale. Insomma, dalla provetta ai libri, dalla sanità alla tutela del territorio, la divisa cerca anche competenze accademiche.

Il concorso rappresenta una prima volta per l’Istituzione. Non un dettaglio, considerato che l’Arma dei Carabinieri conta una lunga tradizione di selezione e formazione del proprio personale. Questa volta, però, il punto di partenza è diverso: non soltanto giovani interessati alla carriera militare, ma laureati chiamati a trasformare il proprio percorso universitario in uno strumento operativo al servizio della collettività.

Quattrocento posti, ma nessuna scorciatoia

Chi pensa che il titolo universitario possa trasformarsi automaticamente in un lasciapassare può mettere da parte l’ottimismo. La laurea apre la porta del concorso, non quella dell’ufficio del maresciallo.

Gli aspiranti dovranno infatti affrontare un percorso di selezione articolato. A seconda delle modalità previste dal bando, potranno essere chiamati a sostenere una prova preliminare, una prova scritta di lingua italiana o tedesca, la prova di efficienza fisica, gli accertamenti psico-fisici e attitudinali, la prova orale e, infine, la valutazione dei titoli di merito.

Una sequenza che mette insieme cultura generale, preparazione, forma fisica e caratteristiche personali. Perché conoscere una materia è importante, ma in divisa bisogna anche dimostrare di saper reggere il resto del mestiere.

I vincitori saranno nominati Marescialli in ferma volontaria e dovranno frequentare un corso della durata di almeno sei mesi. La formazione comprenderà sia gli aspetti professionali sia quelli militari, con l’obiettivo di costruire competenze specifiche e accompagnare i nuovi marescialli verso l’effettivo svolgimento delle loro funzioni.

Dalla laurea alla divisa

Il messaggio dell’Arma è piuttosto chiaro: le competenze acquisite all’università possono diventare una risorsa concreta per la sicurezza e per il servizio pubblico.

Non è soltanto una questione di titolo di studio. Il concorso punta a valorizzare conoscenze che possono trovare applicazione in settori sempre più complessi, nei quali la preparazione specialistica può affiancare le competenze investigative, operative e istituzionali proprie dell’Arma.

Per i candidati, naturalmente, la prospettiva è altrettanto concreta: trasformare anni trascorsi tra lezioni, esami e tesi in una professione al servizio della collettività. Con una differenza non proprio marginale rispetto alla vita universitaria: qui l’esame non finisce con un voto sul libretto.

Chi può partecipare

Il bando è rivolto ai cittadini italiani che siano in possesso di una delle lauree indicate nella tabella A allegata al bando, che godano dei diritti civili e politici e che non abbiano compiuto il 28° anno di età alla data prevista.

La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online, attraverso il sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, nell’area dedicata ai concorsi. Gli aspiranti avranno trenta giorni dall’apertura del bando per completare la procedura.

Trenta giorni, dunque, per decidere se una laurea può diventare qualcosa di più di una riga sul curriculum. Poi arriveranno le prove, gli accertamenti e la selezione vera e propria.

Perché questa volta il pezzo di carta conta. Ma, come spesso accade nella vita, dovrà dimostrare di valere qualcosa anche quando si comincia a correre.

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