12 Ottobre 2026, lunedì
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Gasolio alterato, blitz a Roma: sequestrati 26mila litri e sigillate quattro cisterne

Sessantotto controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la Guardia di Finanza hanno fatto emergere anche nove violazioni sulla disciplina dei prezzi. Due persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria

Oltre 26mila litri di gasolio alterato, quattro cisterne e altrettante pistole erogatrici finite sotto sequestro, nove violazioni contestate sul fronte della trasparenza dei prezzi e due persone segnalate all’autorità giudiziaria. È il bilancio dei controlli eseguiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme alla Guardia di Finanza, nel settore della distribuzione stradale dei carburanti a Roma e in provincia.

L’operazione, condotta dal personale della Direzione territoriale Lazio e Abruzzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con i finanzieri del Comando provinciale di Roma, ha interessato complessivamente 68 impianti. Un’attività mirata su due fronti: da una parte il contrasto alle frodi fiscali legate alle accise, dall’altra la verifica della corretta esposizione e comunicazione dei prezzi praticati agli automobilisti.

A far scattare il sequestro più consistente è stata la scoperta di gasolio non conforme. Il carburante, secondo quanto riferito dall’Adm, sarebbe stato alterato attraverso l’aggiunta di sostanze chimiche più volatili ed economiche, una pratica finalizzata ad aumentare il volume del prodotto e, contestualmente, a eludere il pagamento delle accise.

Non si tratta soltanto di una questione fiscale. La manipolazione del carburante può infatti avere conseguenze anche sul piano della sicurezza. Le sostanze utilizzate per modificare il prodotto possono renderlo altamente infiammabile, con un rischio di incendio o esplosione che può manifestarsi nelle diverse fasi della filiera, dal trasporto allo stoccaggio nei serbatoi interrati fino alla distribuzione attraverso le pompe.

Per i fatti accertati, due persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria per le ipotesi di frode nell’esercizio del commercio e sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa. Sarà ora l’autorità giudiziaria a valutare le responsabilità sulla base degli elementi raccolti durante i controlli.

Parallelamente, l’attività ispettiva ha acceso i riflettori sulla corretta comunicazione dei prezzi dei carburanti. I militari dei Gruppi della Guardia di Finanza di Roma, Civitavecchia e Guidonia Montecelio hanno effettuato 34 verifiche nei confronti degli esercenti.

In questo caso sono state accertate nove violazioni. Cinque riguardano la mancata trasparenza dei prezzi esposti alla clientela, una la gestione irregolare dei registri e tre l’omessa comunicazione preventiva dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso l’apposita piattaforma informatica.

Numeri che restituiscono la fotografia di un settore sottoposto a controlli su più livelli. La qualità e la sicurezza del carburante si intrecciano infatti con la corretta applicazione della normativa fiscale e con il diritto degli automobilisti a conoscere in modo chiaro il prezzo del prodotto acquistato. L’operazione condotta nel territorio romano punta così a colpire tanto le condotte potenzialmente fraudolente quanto le irregolarità che possono compromettere la trasparenza del mercato.

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